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Meet Madame Revanche
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martedì, 02 settembre 2008

Che poi, a ben vedere, non me ne frega niente.
Delle cose nel loro complesso e della complessità nelle cose.
In questi giorni, è tutto un hic et nunc, che mi fa sgretolare muri, saltare gradini, correre, danzare e saltare in questo modello Giuditta che è divenuto la mia vita.
Non me ne frega niente.
Dico cose che non ho mai detto.
Parlo in fretta di una persona che non nomino mai.
Faccio i conti con la perdita ed il dolore.
Non me ne frega niente.
Penso cose che non dovrei pensare.
Prendo cose che non potrei avere.
Non me ne frega niente.
Valuto seriamente la possibilità di farmi male seriamente.
Valuto seriamente la possibilità di farmi bene seriamente.
Non me ne frega niente.
"Ma tu non sei così..."
Maybe yes.
Maybe not.
Forse non lo ero e lo sono diventata.
E quindi?
Non me ne frega niente.
E' hic et nunc.
E suona così.
Inizia un po' gothic.
Un po' tosta.
Un po' cupa.
In crescendo.
Proprio come me.
Che finalmente mi ascolto vivere.
Perchè, finalmente, non me ne frega niente.
E suona così.


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 22:46 commenti (4)
Category: lo scossone
lunedì, 01 settembre 2008

Squilla il cellulare.

Amica: "Bààààà!!!!"


Madame, sempre affettuosa: "Eh."


Amica: "Ho un problema, mi devi aiutare...."


Madame: "Sentiamo..."


Amica: "Dopodomani esco con X."


Madame: "Guarda, non sai quanto questa notizia abbia cambiato la mia vita, eh..."


Amica: "Non scherzare...Esco con X e devo perdere peso, mi devo mettere il vestitino giallo...Come faccio a perdere due chili entro dopodomani??? Aiutami...Come posso fare???"


Madame: "Depilati. Soprattutto le ascelle."


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 13:10 commenti (3)
domenica, 31 agosto 2008


Amico al telefono: "Che poi, Bà... Tu sei sempre stata fidanzata, io manco mi ricordo un periodo di Barbara sfidanzata....E pure fidanzamenti lunghi, eh!"


Madame: "Già..."


Amico: "Ebbè, e mai ti sei sposata??? Ma perchè??? Io me li ricordo i fidanzati tuoi, stravedevano... Ti ricordi O????? Quello faceva cose pazze, per te. E mai ti sei sposata????"


Madame: "Me lo son chiesto pure io, infatti...Poi la risposta l'ho trovata in un libro di Stephen King..."


Amico: "E che c'entra???"


Madame: "Qualsiasi uomo può afferrare una tigre per le palle. Ma ci vuole un eroe per continuare a stringere."


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 13:59 commenti (11)
giovedì, 28 agosto 2008

Mi sto meravigliando di me stessa, questo è.
Io, così granitica nelle mie certezze e così inflessibile nelle mie condotte, mi rendo conto improvvisamente di costituire la mia regola, e per ciò stesso la mia eccezione.
Tra le cose di me che parevano inamovibili ed eterne come la porta dell'Inferno, quella forse più degna di esser incorniciata dalla frase "Ed io etterna duro" è sempre stata la puntualità.
Una puntualità maniacale, che mi fa sempre essere nel luogo dell'incontro con dieci minuti d'anticipo (venti se l'incontro è di lavoro).
Perchè io devo studiare il luogo, prenderne possesso visivamente, ragionare su quella che sarà la mia condotta, la mia tenuta di campo, ed eventualmente la via di fuga.
Io, agli incontri, mi preparo come un pugile, prima dell'incontro esigo silenzio e concentrazione...
Io mi devo riscaldare con calma, ho bisogno di progressioni aritmetiche.
Oggi ho fatto tardi.
Ad un appuntamento di lavoro.
Non posso proprio prendermela con nessuno.
Non ho scuse.
Non ho alibi.
Ho fatto tardi.
Perchè volevo fare tardi.
Perchè, per una volta nella mia inflessibile, curiosa, variopinta esistenza, avevo qualcosa di meglio da fare.
Ed anche perchè quando poi finalmente ho messo piede fuori di casa, son quasi stata investita da Mac a bordo della sua Corsa Sport.
Ha inchiodato e si è sporto fuori dal finestrino stile "La Polizia ringrazia".
"Barbarèèèèèèèèè!!!!"
"Maaaaaaacccccccccccccccc!!!"
Ci siamo sbaciucchiati con me ad angolo retto e lui che armeggiava con la cintura di sicurezza.
"Dov'è che te ne vai??? madonna, stai proprio benissimo!!! Dove vai, tutta bella e profumata???" ha chiesto annusando voluttuosamente il mio Cavalli Serpentine.
"Ho una riunione di lavoro..." gli ho risposto mentre continuavo a fargli le carezzine sul braccio.
E' così da sempre, ci vogliamo un bene folle che solo un matrimonio (il suo) ed un'etica (la mia nei confronti della moglie) non fanno travalicare in amore.
Così, scodinzoliamo beati e ci annusiamo.
"Eh, ma tu lavori in tribunale...Là mica ci vieni così ..."
"Così come..."
"Così. Non cominciare a fare la stronza. Ti voglio bene, vieni a trovarmi. Ciao."
E risgomma via.
Sono arrivata al Salotto con tredici minuti di ritardo.
Chi mi aspettava, mi è venuto incontro, mi ha abbracciata e baciata sulle guance.
Ho mormorato - contrita per l'ipocrisia - uno "Scusa".
Non mi ha neanche risposto.
Perchè ad una come me, che arriva sempre in anticipo, il ritardo non si contesta.
Se una come me fa tardi, ha NECESSARIAMENTE un OTTIMO MOTIVO.
Che non richiede indagini.
Nè scuse.
La contropartita di una vita retta è paradossalmente l'assoluta impunità.
A questo punto, molti di voi, miei adorati quattro lettori e mezzo, staran raccattando il coraggio di dire a Madame Revanche che è impazzita senza farsi pubblicamente scuoiare sul blog.
"Tutto 'sto panegirico per tredici minuti di ritardo????", vi domanderete stupefatti.
Fatti vostri.
Io l'avevo detto in tempi non sospetti che questo era l'anno dello sciollero no limits.
A me, il post di Bop - che Dio ce lo conservi in punta di penna insanguinata e basetta beatlesiana - m'ha spalancato un mondo.
Così, finalmente ci sediamo, e lui, che mi venera e mi teme e mi adora, si lascia andare ad un ardito e fino ad oggi impensabile: "Bà! E che hai fatto??? Sei fichissima!".
Io penso che sono solo in ritardo, ma tant'è.
Che sono fichissima, nel corso della serata, me lo dicono in molti.
Io penso solo che ero in ritardo.
E che ho parlato di lavoro, di strategie, di alleanze e di cose altissime.
Mentre mi guardavo intorno.
Mezza strafiga, mezza vedetta lombarda.
Proprio da libro Cuore, non c'è che dire...


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 23:57 commenti (3)
mercoledì, 27 agosto 2008

Di questi tempi, il massimo del fitness che mi riesco a concedere sono quindici minuti stesa sul letto a farmi assorbire, in lenti movimenti circolari, l'Olio Johnson's dopo una estenuante doccia.
Ne convengo, non è proprio una pagina epica del Manuale della Salutista, ma avrò tutto l'anno lavorativo per sbattermi di qua e di là a cercare di cogliere le occasioni che questo incantevole mondo mi riserverà.
Nel frattempo, gli sgoccioli agostani li trascorro senza alcuna altra volontà che quella di fare il cavolo che mi pare.
Le mie capacità di umana sopportazione e la mia notoria tolleranza sono a zero. E' quello che il prode Bop definisce lo SCIOLLERO NO LIMITS: chi non è con me è contro di me.
Accade, tuttavia, che nella mia perfect isolation here behind my wall io decida, inopinatamente, di inserire qualche diversivo umano, col quale scambiare, a distanza di sicurezza dalla mia oasi, qualche opinione dal peso specifico mutevole in ragione della capacità di assorbimento dell'interlocutore.
Alcune volte va di lusso, ci son notti memorabili nelle quali uno che si definisce Bastardo Dentro ti parla di cose altissime, inserendoci qualche quiz a sorpresa, mp3 autoprodotti e varie ed eventuali.
Altre volte, invece, in attesa che esca L'Era Glaciale 3, ti imbatti nella versione silana dei Flintstones e devi reprimere con un brivido ardente la voglia di tracciare l'IP di questo stronzo ed andare sotto casa sua per una seratina di abbacinante ultraviolenza.
Perchè dinanzi a queste persone, persino l'omicidio risulta inadeguato per difetto.
Gli devi proprio fare male.




A: Troglodita@tiscali.it
Ora inizio: 23:02:44; Ora fine: 23:11:15

Troglodita@tiscali.it  dice: (23:02:50)buona sera
ah però ci presntiamo bene

Madame Revanche dice: (23:03:07)meglio la verità

Troglodita@tiscali.it  dice: (23:03:16)dici di essere una vera stronza
mica male come presentazione
anche la foto fa capire che sei innamorata
hai un anello o sbaglio
scsami ma  non sono qui per perdere tempo
mi dispiace
ciao

Madame Revanche dice: (23:04:51)tu sei veramente pazzo
a parte che le persone PRIMA si conoscono.....

Troglodita@tiscali.it  dice: (23:05:12)non sonon pazzo
sono moto diretto

Madame Revanche dice: (23:05:16)ma poi, il mio anello so io cosa rappresenta

Troglodita@tiscali.it dice: (23:05:19)forse molto piu di te

Madame Revanche dice: (23:05:33)non sei diretto, sei pieno di idee tue che non vuoi verificare

Troglodita@tiscali.it dice: (23:05:33)spiegamelo allora, a me povero ignorante

Madame Revanche dice: (23:05:59)è un mio ricordo di una cosa a cui resterò legata per la vita

Troglodita@tiscali.it  dice: (23:06:35)capito
hai alte foto?

Madame Revanche dice: (23:07:16)senti, ragazzo
la buona educazione serve, nella vita
ti spiace iniziare dai fondamentali?
tipo, ciao, mi chiamo x..
credi di essere al supermercato???

Troglodita@tiscali.it dice: (23:08:01)ok
ok
mi chiamo giovanni
ho 36 anni
faccio l'informatore scientifico del farmaco
dopo avere conseguito prima la laurea in ctf
e poi il dottorato di ricerca in scienze farmaceutiche
giusto per chiarire che non ti trovi davanti ne uno scostumato, cone hai insinuato
ne tanto meno unostupido
adesso tocca a te presentarti
se ne hai ancora voglia

Madame Revanche dice: (23:09:15)non l'ho insinuato
te l'ho detto proprio
allora
mi chiamo Barbara, ho 34 anni, sono avvocato e detesto i tamarri, anche se hanno titoli universitari. Rtengo che sei un vero cafone, quindi ti saluto e ciao

Troglodita@tiscali.it  dice: (23:10:36)azz
addio avvocato
prova a divertirti con qualcun'altro

Madame Revanche dice: (23:11:12)e tu impara le regole del galateo

Troglodita@tiscali.it dice: (23:11:25)e tu quelle della buona educazione
sei proprio una scostumata

Madame Revanche dice: (23:11:34)ahahahahahah


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 13:21 commenti (4)
domenica, 10 agosto 2008

Diario postumo di una vacanza freak

31 luglio 2008

Arriviamo all'aereoporto di Schiphol che son quasi le dieci di sera, con un ritardo di cinque ore sulla tabella di marcia ed un concreto senso di appesantimento agli zebedei.
Schiphol si distende per chilometri sotto i nostri piedi, sembra una città a tempo: è ora di chiusura, e ragazzoni alti e biondi tiran giù le saracinesche dei negozi e dei bar mentre nei nostri volti si scava, inquietante, la Sindrome di Remì.
Sarà ancora lì, l'Hotel Americaine, o saremo costrette a cercare rifugio in qualche dormitorio, dove verremo depredate, stuprate e smembrate?
Fuori, nella sera che ancora non vuole essere considerata notte, prendiamo al volo un taxi, ed è a bordo di una Mercedes S che inizia la nostra vacanza in terra di tulipani.
Mentre il cambio automatico singhiozza leggermente, come insofferente dei limiti di velocità davvero spartani, Amsterdam inizia lentamente a mostrarsi ai nostri occhi di viaggiatrici stanche, e ci sembra bellissima già per il solo fatto di essere tanto lontana da ciò che ci siamo lasciate dietro.
Ma nulla ci ha preparate alla vista del nostro hotel...
Quando il tassista dice compassato:" Here you are..." ci manca poco che non ci mettiamo a fare capriole di gioia sui sedili di pelle nera.
Siamo a non più di venti metri da Leidesplein, che è come dire di essere a venti metri dal centro del centro della città più viva d'Europa...
Venti metri, la distanza giusta per osservare in tutto il suo splendore questo capolavoro dell'Art Nouveau, che ha ospitato il banchetto nuziale di Mata Hari e, in tempi più recenti, le considerevoli terga di Barry White.
Alla reception, un trentacinquenne che non sfigurerebbe su un manifesto di Giorgio Armani ci interroga sorridendo sul nostro soggiorno e sulle nostre preferenze in tema di sistemazione.
La stanza, alla fine, è una piazza d'armi con salottino e finestra a bovindo sul Canale, e quasi ci dispiace dover uscire per cena...
Superiamo il teatro ed il Leidesplein si apre dinanzi a noi, brulicante di gente di ogni razza e lingua, punteggiato da mille insegne luminose.
Nell'aria,  l'odore dolce e stantio della cannabis e migliaia di bicchieri di birra sui tavoli.

Benvenuti ad Amsterdam.
E che il Signoruzzo ci assista....


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 14:01 commenti (5)
Category: amsterdam
mercoledì, 30 luglio 2008



Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 20:50 commenti (1)
Category:
martedì, 29 luglio 2008

Me l'avessero detto due mesi - quando la mia volontà di potenza si era tradotta in una volontà di decadenza, e sorridevo indifferente a mia madre che mi guardava con le lacrime agli occhi - avrei fatto quello che so fare meglio.
Avrei scrollato un po' le spalle, cancellato il sorriso e chiesto:"Ma davvero?", per poi tornare a fare quello che stavo facendo.
Chè Madame non ammette pause ed interruzioni. Neanche nell'autodistruzione.
Poi non so di preciso cosa sia accaduto.
Io ho una consapevolezza pari allo zero degli infiniti sussulti della mia anima, quando è in fase di evoluzione.
Ho piuttosto sempre la medesima, sconcertata meraviglia di svegliarmi una mattina e trovarmi di fronte una persona diversa.
Non nelle generali, negli atteggiamenti.
E' per questo che tra le mie tag c'è "araba fenice".
Perchè quando meno me lo aspetto, risorgo.
Che qualcosa fosse accaduto, sinceramente, mi era in qualche modo noto da un po'.
Quando come me vivi costantemente su una scacchiera, bene attenta a che nessuno tocchi la regina, le reazioni anche minime degli altri diventano importanti.
A volte, quello che ti salva la vita è aver saputo cogliere uno scintillio negli occhi di qualcuno.
Ma a questo, devo ammetterlo, non ero preparata.
Così, mentre ieri mattina sedevo a gambe accavallate nell'ufficio di Mac, mi sembrava non ci fosse niente di diverso nel nostro guardarci eloquenti dietro gli occhialini quadrati, neri i miei, rossi i suoi.
Niente di diverso nel fatto che, sebbene avessimo una scrivania di mezzo ingombra di fascicoli e stessimo entrambi ben appoggiati alle poltroncine, chi entrava faceva in modo di uscire alquanto frettolosamente, come se avesse interrotto chissà quale ardente rendez-vous.
Così, mentre mi andavo sistemando un'asola della mia castigatissima polo Nike rosa confetto, e l'altro era seduto alle mie spalle a leggere, la frase di Mac mi ha fatta sussultare.
"Barbarè... Ti sì fatta proprio bbona."
Ho alzato gli occhi in un moto di sdegno, e l'ho visto che mi guardava come mai prima.
Perchè noi ci siamo sempre amati di un sentimento profondo e dolente, e sempre quel dolore è stato coperto da valanghe di ironia crudele.
Stavolta, invece, mi guardava come sul piatto di un'invisibile bilancia.
"Prego?" ho scandito, sentendomi gli occhi dell'altro fissi sulla schiena.
"dovresti dirmi grazie, non prego. Non ti capiterà spesso che io ti tratti da femmina. Per me sarai sempre la fidanzata, stamattina ti guardo da maschio, però."
"Immagino che questo tuo revirement dal gay pride mi debba riempire di gioia..."
"Non fare la stronza. Lo sai cosa voglio dire."
"Forse. Forse no."
"E forse sì. Tira su la testa. Non mi piace quando mi guardi da sotto..."
"Ah, no?"
"Le fidanzate non ti guardano da sotto."
"Ma non mi stavi guardando come femmina?"
"E' stato un attimo."
"Peccato. La mattinata si preannunciava interessante...."
"Forse. Forse no."
"E invece sì."
"Credete che debba uscire?" chiede l'altro.
"Forse. Forse no."
"Okay, vi mando il caffè - decide alzandosi - Tu amaro, Bà, vero? Ed acqua fredda." ed esce, mentre noi stiamo ancora lì a guardarci.
Parla in fretta e non pensare se quel che dici può far male..., penso, e così neanche mi sorprende quando si lancia attraverso la scrivania e mi prende un braccio e mi tira verso di lui.
"E che cazzo, Mac!!!", mi indigno quando i nostri occhialini sbattono.
"Vivi, Barbara. VIVI, porc....".
"Scusa, ti sembro morta?"
"Oggi no. Oggi no."
"E allora mollami il braccio, sennò tu lo sembrerai eccome..."
"Mi minacci?"
"Ti avverto"
"Oh..."

Quando sono andata via, mi ha abbracciata in mezzo al corridoio, stretta stretta.
"Divertiti, ragazzì..." mi ha detto a voce alta.
E poi, contro il mio collo, in una scia umida: "Belle tette, però..."
"A te mi sa che ne è appena spuntata una sotto la cinta. Buone vacanze, ragazzì..."


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Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 14:01 commenti (4)
Category: araba fenice
venerdì, 25 luglio 2008

Sms da numero non presente in rubrica
"Sei una troia."

Sms da Madame Revanche a numero non presente in rubrica.
"Cucciolo, puoi portare a casa due panini, quando torni? Grazie del pensiero e ti voglio bene. MAMMA."

Sms da numero non presente in rubrica
"E devi anche crepare"

Sms da Madame Revanche a numero non presente in rubrica.
"Ah...Prima passa dal notaio. Ti ho diseredato. Ciao, figlio mio"


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 17:16 commenti (9)
Category: adotta un pirla
giovedì, 24 luglio 2008

Funny GamesIo non sono normale, ma non è una novità.
Voglio dire, incrociarmi per strada alle tre del pomeriggio mentre, sotto un sole tropicale, me ne sto a sorridere lievemente rimirando questo cartellone fa tanto "meet Madame Revanche", no?
E del resto, dove pensate di incontrarla, Madame Revanche?
Al Circolo delle Vincenziane, forse?
Quello che magari farebbe spavento è osservarmi osservare il cartellone nella medesima posa di Michael Pitt, e sentirmi pensare di chiedere a qualcuno di fotografarmi così.
In questi giorni ho avuto il mio bel daffare.
Io non sono normale.
Se qualcuno mi delude, o mi fa del male, fa bene a scavare un buco per terra e a nascondersi.
A PROVARCI, almeno.
Ieri sera è successa una cosa strana.
Colpa di un software bacato, il mio nuovo cellulare ha pensato bene di mischiare la rubrica della SIM.
Quaranta nomi erano associati a quaranta numeri. A caso.
Così, mentre ero convinta di scambiare sms col mio compagno di merende, i miei 160 caratteri arrivavano ad uno stronzo.
Uno di quelli per i quali non vale neanche la pena di sprecare una pallottola, per intenderci.
Quando l'equivoco si è chiarito, e lo stronzo ha declinato le generalità, m'è montata dentro una furia assassina da troppo tempo repressa.
E così, mi sono ributtata indietro sul divano della sala prove, una coscia contro quella di un amico caro, l'altra a distanza di sicurezza da un'amica, ho chiuso gli occhi ed ho iniziato a pensare.
Quasi senza accorgermene, mi è cominciato a scorrere, sotto le palpebre, il film horror di uno che sta facendo del male ad una persona che amo.
Sembrava che qualcuno, nella mia testa, stesse facendo scorrere a velocità supersonica le tessere del gioco del 15, ed ad ogni numero era associata una malefatta.
Così, quando le tessere sono andate a posto, io ho sentito un clack che mi ha fatto bollire il sangue.
Senza accorgermene, ho incrociato le caviglie ed ho tirato su le gambe...
Quando mi incazzo, devo fare un po' di sforzo fisico, la resistenza mi fa scaricare la perfidia, la riconduce ai livelli di sicurezza.
Così, socchiudo gli occhi e mi giro leggermente verso il mio amico, che raddrizza impercettibilmente le spalle e mi dice: "Non guardarmi così..."
Gli sorrido, e mi sa che è anche peggio, perchè vedo che lo manda in tilt, questo SENTIRE senza comprendere, ma sinceramente non ho nè il tempo nè la voglia di rassicurarlo, devo pensare, devo programmare...
Allo stronzo io non ho voluto fare male.
Perchè è così stupido che neanche avrebbe compreso.
Ma a te...
A te, che pensi di essere intangibile....
Conviene che inizi a scavare.
Perchè io non mi chiedo mai: "Quando possiamo iniziare?".
Ma tu ti chiederai spesso: "Quando finirà?".



Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 15:51 commenti (6)