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Meet Madame Revanche
Utente: MadameRevanche
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Onore, Lealtà, Rispetto.
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sabato, 22 agosto 2009

Amica: "Madonna! Leggi Jeffrey Deaver in inglese????"
Madame, riemergendo a fatica da The Empty Chair: "Già..."
Amica: "E lo capisci???? Dico, è roba di criminologia, tecnica, no?"
Madame, sentendosi frustrata nella mania omicida come il povero Lincoln Rhyme causa tetraplegia: "No, figurati... Compulso riga per riga e cerco la frase the pot is on the table."
Amica, ridacchiando: "The pot??? The CAT is on the table!"
Madame: "Eggià, su un tavolo è molto più logico trovarci un gatto che una pentola...Dai, vai a giocare più in là, su..."


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 12:31 commenti (6)
mercoledì, 19 agosto 2009

Amica: "No, e quindi l'ho chiamato e gli ho detto che con lui sono stata benissimo, davvero mi ha fatta sentire una regina..."

Madame Revanche: "E però....?"

Amica: "Eh, però non sono pronta per una storia a distanza. Mi piace molto, è gentile, ma io esco da una storia molto complicata, ed ho bisogno di contatto, di condivisione. Sia chiaro, lui è una persona MERAVIGLIOSA, niente da dire, davvero speciale...."

Madame Revanche: E però...?"

Amica: "E però? Però niente..."

Madame Revanche: "E PERO' scopa male.".

Amica, sospirando: "Un disastro..."


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 16:14 commenti (16)
giovedì, 30 luglio 2009

"Jihi viene tradotto genericamente con “compassione”. Ma questa parola, nelle lingue occidentali, viene di solito usata per indicare sentimenti come la compartecipazione alle sofferenze altrui, la pietà o la commiserazione. La compassione buddista invece ha un significato più ampio.
Nel Buddismo jihi può essere dunque tradotto più fedelmente come “togliere sofferenza e dare felicità”. Il concetto di ji – dare pace e sicurezza a tutti gli esseri viventi al mondo – assume il significato di “dare felicità” e hi
quello di “togliere sofferenza a tutti gli esseri viventi”.

La mattinata non inizia esattamente col piede giusto, visto che ho passato gran parte della notte a cercare di cancellare dalla mia terrificante memoria l'immagine triste di un post 40enne imbucato ad una festa di ragazzini, che tentava di sorridere perfetto ed a suo agio come un uomo in smoking ad una manifestazione di Autonomia Operaia.
Non riuscendo evidentemente a portare Ji a questa persona, mi determino al sorgere dell'alba a portargli quantomeno Hi: via la sofferenza, e vai col liscio. Uno, cento, mille party di sfigati mentre la tua vita, quella vera, è altrove e ti contempla col sorriso del budda.
"Non puoi ottenere sempre ciò che desideri..." cantavano i Rolling Stones, ma se sei davvero sfigato sì, così ecco qui quello che vuoi, esattamente come lo vuoi. Palla lunga, dunque, e pedalare, chè qui le bambole non si pettinano all'incirca dal 1979 e quindi mambo.

Riemergo dalla nottata con un vago malcontento, quella sensazione come di "assorbimento" che non ti fa venire voglia di una Fiesta quanto piuttosto di un massacro, quel bagno rigeneratore di sangue che unico riesce a portar lontano l'idea dello sporco e dello spreco.
Non mi aiuta di certo, nel porre freno ai miei sanguinosi propositi, l'ennesimo round con Fulvietto, ora tutto preso e compreso nel ruolo agghiacciante del migliore amico, quello, naturalmente, che simula di esser moribondo per fotterti la moglie.
E c'è un momento, durante quel caffè avvelenato, nel quale quasi sta per pronunciare il fatidico "Ma tu...Tu me vuò bbene ammè???" ed io, tremante, "Nun tanto!".
Voglio invece bene, e molto, al mio parrucchiere, che mi abbraccia entusiasta e mi lascia uscire un'ora dopo con un taglio di capelli talmente bello che i settecento metri a piedi fino a casa sono costellati di clacson che suonano ed occhiolini e sorrisi, ma io, pallida e fiera nella mini rosa, non colgo e non raccolgo.

E c'è una cosa che desidero, sopra ogni altra, ed è una felicità che profumi di vendetta, e porti in sè il colore delle rose quando il rosso diventa bruno.
Chè sì, anche io sono buona, ma di quel buono sovrumano che viene dall'astensione dal male, di cui pure sono capace.
E vado da Sephora ad abbracciare un'amica, ed a cospargermi di Eau de Sisley n. 2, 110 euro di puro piacere che si fonde sulla mia pelle e mi riempie il naso, e gli occhi e la vita e mi fa pensare che sì, la buddità è anche questa, la felicità sfrenata di vedersi riflesse in uno specchio e pensare che sì, sei figa.

E così siamo lì, io col naso pieno di Eau e lei che sorride e strepita.
"Ma quanto sei bella!!! E guardati!!! Sei tutta tosta!" si compiace pizzicandomi forte l'interno coscia senza lasciare tracce, o buchi o cazzi e mazzi che denuncino perentori la vittoria della cellulite.
"Guarda, credo sia merito anche del gel effetto freddo della Collistar...." mi schermisco.
"Ma non dire fesserie, stai facendo un sacrificio enorme!!!"
Assiste, curioso, a questo scambio un signore molto distinto sulla sessantina, al quale mi sembra interesserebbe alquanto pizzicarmi l'interno coscia, ma io non colgo e non raccolgo, e continuo a ridere con Anna delle stupidaggini delle medie.
Sembra tutto così semplice, e piano, e pulito, qui nel corridoio di Sephora, come se davvero io per quest'istante sia divenuta un fiore di loto che profua di Eau n.2 e si scrolla di dosso lo sporco del mondo.
Qui regnano sovrane le cosce di Madame, quelle "così lisce e setose che sembra che hai le calze", sentenziò iersera la Dani alla cena delle beffe.

"Papà, sei qui?"
Ci giriamo tutti, per primo il distinto pizzicatore, verso la voce di donna.
Lei mi guarda e ci riconosciamo.
Passano gli anni, le guerre finiscono ma l'odio, l'odio dura per sempre, direbbe Faletti.
Ha ragione di odiarmi, a dire il vero. Aveva vent'anni e si prese qualcosa che apparteneva a me, e la mia Vendetta calò su di lei in pieno stile Ezechiele 25:17, e non le lasciai molto altro che qualche maceria della sua vita da ladra.
Rubare, mentire...
Togliere sofferenza e dare la felicità.
Jihi.
E guardo la ladruncola con la sua lettera scarlatta che avvampa nuovamente a distanza di 15 anni, e la vedo per come è diventata, un bilioso boiler con gli occhiali, ed una gonna troppo lunga ed una maglia troppo larga, ora come allora tali da necessitare il furto con scasso per prendersi qualcosa che era mio.
Togliere sofferenza e dare la felicità.
Al mondo certo.
Ma prima di tutto, almeno ogni ogni tanto, a se stessi.
La guardo sorridente mentre sprizza odio vecchio di 15 anni.
"Coraggio, babe. Se ce l'ho fatta io, CE LA PUOI FARCELA ANCHE TU!".
E la Jihi diventa Jihad.


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 16:34 commenti (6)
mercoledì, 08 luglio 2009

Briz: "Eh, devo ammettere che una donna fetish come te non l'ho mai incontrata..."
MadameRevanche: "Ebbè!"
Briz: "Non solo fetish, anche intellettuale!"
MadameRevanche: "Modestly..."
Briz: "Già. Del resto, una solo fetish o solo intellettuale non dico che non attira, ma è, come dire... Un prodotto di nicchia. Fetish E intellettuale, invece..."
MadameRevanche: "Beh, quella è proprio LA NICCHIA, eh!"


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 15:10 commenti (3)
martedì, 30 giugno 2009

Letteratura

Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 11:36 commenti (13)
martedì, 23 giugno 2009

"Bushido significa "determinazione nella volonta' di morire" (Bushido towa shinu koto to mitsuketari). Cio' implica che tutti i samurai devono vivere in modo ammirevole e con onore in modo da non avere rimorsi al momento della loro morte dato che tale possibilita' si presentava ogni giorno. Comportarsi in modo pregevole significava seguire un rigido codice morale che comprendeva, tra l'altro, giustizia ed educazione."

Quando ho scritto ai bordi di questo blog che qui dentro non si fa letteratura, dicevo la verità.
Ho vissuto la maggior parte della mia vita in modo tale da non avere rimorsi, e ne sono sempre stata fiera, perchè il pur difficile esercizio della lealtà e della sincerità (che in questo mondo sembra non paghino), il trattare chiunque con rispetto e gentilezza, il bandire dai miei atti l'arroganza e la prevaricazione forse non venivano ricambiati ma mi lasciavano e mi lasciano serena con la mia coscienza.
C'è stato un periodo, nella mia vita, in cui "mollare" sembrava l'unica possibilità davvero realistica.
Ho scelto di tenere duro.
Ho lottato come non mai, ho pagato un prezzo enorme in fatica e sacrificio e dolore ricacciato indietro.
Ho ruggito come un leone.
E mi sono alzata.
Ero convinta che sarebbe arrivato, per me, il momento di rendere il conto ed incassare la lauta parcella che avevo maturato nei confronti di una vita non semplice.
E quel momento, in verità, è arrivato.
C'è stato un periodo formidabile nel quale avevo tutto quello che potevo desiderare.
Solo che io non c'ero.
Tramortita dallo stupore, mi sono come messa in standby.
Ho deviato rispetto al dovere di lealtà, e mi sono smorzata dinanzi a comportamenti crudeli e ripetuti.
Lì dove Madame avrebbe preso la katana e tagliato via senza pietà, Barbara ha scelto di far finta di niente.
Quattro improperi e poi via, la ruota ha girato ancora.
Così, nelle ultime quarantottore, ho sperimentato tutte le variazioni del nero.
Qualche giorno fa, ho rispolverato la mia katana e me la sono portata a studio.
Sta lì, adagiata sulla sedia come una gatta pigra, e mi guarda.
"Perchè l'hai portata a studio?", mi ha chiesto Briz.
"Perchè devo ricordarmi chi sono. Perchè da mesi non sento più il samurai dentro di me.".
Il samurai l'ho sentito ieri sera e stanotte.
Mi faceva uscire dalla gola lamenti strozzati. Mi faceva ruggire la pancia.
Io credo che ognuno di noi abbia il diritto di essere felice.
E credo che ognuno di noi abbia il dovere di limitare le occasioni di infelicità e di non prestare il fianco ad esse.
Credo che vivere in modo ammirevole significhi, prima d'ogni altra cosa, aver rispetto della PROPRIA vita e della propria integrità.
Credo che nessun essere possa perseguire la Giustizia se si comporta verso se stesso in modo ingiusto.
E credo che l'Educazione sia in sostanza la prescrizione di Nichiren: il Maestro bussa tre volte e poi si ritira.
Senza insulti e senza odio.
Senza prendere a calci la porta, perchè una porta HA IL DIRITTO anche di restare chiusa, se lo desidera.
Stamattina io visto la porta restare chiusa.
Ho versato qualche lacrima e mi sono ritirata.
Senza insulti e senza odio.
La Giustizia che perseguo riconosce alla porta il diritto di restare chiusa.
L'Onore secondo il quale mi sforzo di vivere mi vieta di prenderla a calci.
Il Maestro si ritira.
Non c'è nulla di disonorevole, nel suo ritirarsi.
E' ciò che ognuno ha il diritto di fare: ricercare la felicità.
E' un diritto che hanno tutti.
Anche io.

"Non permettere mai che le avversità della vita ti preoccupino. Dopotutto nessuno può evitare i problemi, nemmeno i santi o i saggi. Semplicemente recita Nam-myoho-renge-kyo e, quando bevi saké, stai a casa con tua moglie. Soffri per quel che c’è da soffrire e gioisci per quello che c’è da gioire. Considera entrambe, sofferenza e gioia, come fatti della vita e continua a recitare Nam-myoho-renge-kyo qualunque cosa accada. In questo modo sperimenterai una gioia illimitata derivante dalla Legge. Rafforza la tua fede più che mai."




Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 12:24 commenti (9)
lunedì, 22 giugno 2009

Un'amica mi trascina ad un happy hour per farmi conoscere la sua nuova fiamma.
Pare, infatti, che un bipede "Madame Revanche tested" abbia, sul lungo periodo, una riuscita migliore: quotazioni stabili anche sull'usato, tagliandi cheap e tenuta motore degna di un trattore.
Il campione in questione parla poco e sensatamente, non porta gli occhiali da sole sulla fronte (e questa, di questi tempi, è dote che fa impennare l'indice di gradimento chez Madame) e, spectacul spectaculare, potendo scegliere tra ben due quotidiani sul tavolo, afferra deciso La Repubblica ignorando bellamente La Gazzetta dello Sport.

Amica: "Allora???"
MR: "Allora cosa?"
Amica: "Dammi qualche buona ragione per approfondire questa conoscenza, scusa!"
MR: "Mah...Ad occhio e croce ce ne sono 25 centimetri, di buone ragioni..."



Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 12:42 commenti (4)
sabato, 20 giugno 2009

Ciao, Fratè!

L'abbiamo ascoltata cinque volte, ieri.
E non era mai abbastanza.

Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
E nient'altro ha importanza

Non mi sono mai aperto così
La vita è nostra, e la viviamo a modo nostro
Tutte queste parole che non dico
E nient'altro ha importanza

Cerco fiducia e la trovo in te
Ogni giorno per noi qualcosa di nuovo
Apri la mente ad un nuovo punto di vista
E nient'altro ha importanza

Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
Ma io lo so

Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
E nient'altro ha importanza

Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
Ma io lo so

Non mi sono mai aperto così
La vita è nostra, e la viviamo a modo nostro
Tutte queste parole che non dico
E nient'altro ha importanza

Cerco fiducia e la trovo in te
Ogni giorno per noi qualcosa di nuovo
Apri la mente ad un nuovo punto di vista
E nient'altro ha importanza

Fregatene di ciò che dicono
Fregatene dei loro giochetti
Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
E io lo so

Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
No, nient'altro ha importanza

 




Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 12:36 commenti (1)
venerdì, 19 giugno 2009

"Pronto?"
"Sono io."
"Ah, beh, è una buona nuova..."
"Perchè?"
"Beh, potevi essere qualcun altro....Invece sei proprio tu. Niente sindrome bipolare!"
"Barbarè, lassa futta, vah..."
"Ya, mein fuhrer. Che posso fare per te?"
"Sono a casa. Stasera parto per Milano, ho un convegno."
"Vuoi che venga a stirarti le camicie?"
"Magari. Ma dopo pranzo, quando fa caldo e tracolli. Così ti passa l'umorismo..."
"Grazie, Mengele, lei sì che si occupa di nostra salute!"
"Mangiamo assieme?"
"Ya, mein doktor."
"Ti passo a prendere io..."
"Ma dopo davvero devo stirare?"
"Se tieni a bada lo spirito, no.".
"Ci sto."
"Stai bene, Sorè?"
"No, ma adesso so che migliora."
"Che tempi...Da ragazzi facevamo a botte al Parco Robinson. Ora mi tocca farti stendere su una panchina e strizzarti il cervello...."
"Beh, sempre meglio che strizzarmi le tette."
"Anche perchè c'è poco da strizzare, eh..."
"Ecco, io per questo ti tengo come migliore amico. Perchè sei sempre pronto a stringere il cappio."
"Soddisfo i tuoi bisogni, ragazza. Mostra gratitudine."
"Ya, mein doktor. Posso avere un mestolo di zuppa in più, oggi?"
"Vedremo. Ore dodici."
"Tres bien. Sono felice di vederti, Giò. Oggi più che mai."
"Sono il Signor Wolf. Risolvo problemi."
"Qua mi sa che ti tocca sparare, Wolf."
"E qual è il problema? Una spada è inutile nelle mani di un codardo...Pensa un Uzi!"


Update:

Splendido pranzo in un posto troppo carino!!!




Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 10:52 commenti (2)
mercoledì, 17 giugno 2009

Fulvietto:" No, perchè io all'amicizia ci tengo, io porcherie agli amici non ne faccio...".
Madame Revanche: "E quindi?"
Fulvietto: "Quindi questa causa la affido a te."
MR: "Scusa, ma P. è da sempre il tuo difensore!"
Fulvietto: "Ebbè? Noi non gli diciamo niente!"
MR: ".... E ti pare corretto?"
Fulvietto: "Sì. Tanto, mica va a controllare, eh!".

Poi dice che uno si butta a sinistra....
Balliamoci su, vah!




Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 17:48 commenti (4)