lunedì, 20 novembre 2006
Sono abbastanza sconcertata da quello che sta accadendo sul blog, e soprattuto dal mare di commenti ingiuriosi che le perle ai porci scatenano.
Parlavo, in precedenza, di un modello di rapporto sadico-utilitarista, ma mi sembra che si stia incrudelendo, nella natura di molti uomini e molte donne, una inveterata tendenza allo spregio.
L'impressione, in sostanza, è quella enucleata da Kaiser Soze: che si tenda a ricoprire di fango ciò con cui non si riesce a relazionarsi.
Aggiungo di mio che tanto più si getta fango, quanto più il rapporto viene vissuto come competizione, e come una competizione in cui si è destinati a restare sconfitti.
Personalmente, pur perseguendo nella vita un ideale abbastanza marziale – inteso come ispirato a concetti non più di moda come Onore, Lealtà e Rispetto – non vivo le relazioni come delle competizioni, ma come scambi.
Scambi che possono essere intensi, e non alieni, a volte, da qualche scambio di fioretto (anzi, l'ironia è la cifra con cui marco un amicizia cara o un grande amore o entrambi), ma si tratta di schermaglie, non di duelli all'ultimo sangue.
Così, sentirmi definire come “un uomo con la passera” o vedere che nell'immagine di copertina del blog ci sia qualcuno che vede “una coscia semiaperta con accanto un icona (l'apostrofo manca nell'originale) di castrazione” mi porta a chiedermi se questa non sia violenza, tanto più odiosa in quanto ipocritamente celata dietro identità virtuali di creature anch'esse virtuali.
Non è incapacità di accettare le critiche, ché le critiche sono sempre bene accette, come può testimoniare chiunque abbia stabilito un rapporto con me.
E' repulsione per la violenza, non sessuale, ma SESSUATA, quella che parte dalla differenza tra maschio e femmina per affermare discutibili e non verificati rapporti di forza.
Ed è violento il commento sulle scarpe e la katana, perché svilisce.
Svilisce un'arma piena di storia e di suggestioni ad icona di castrazione, e svilisce un'opera d'arte come le Manolo (ma quelle della foto non sono le mitiche Blahnic) ad un mezzuccio di pseudoseduzione.
Affermare che le donne debbano scegliere tra il ruolo di geisha in tacchi a spillo e guepiere e quello di professionista in un qualsiasi settore (personalmente, la SantaNchè non è tra le mie preferite, tuttavia...) è la conseguenza logica di tale svilimento, un po' come chi pretende che una persona veramente di sinistra debba trascinarsi per il mondo in kefia e fatto come un mulo.
Non mi ritengo, come Kaiser Soze vorrebbe, un modello educativo per nessuno.
Penso però di avere il diritto, come persona, di esprimere le mie idee nel modo che meglio ritengo opportuno, e di avere il diritto di essere ironica, o pungente, senza dover necessariamente sopportare come contrappasso un mare di cacca.
Perché c'è una cosa che viene sistematicamente ignorata, delle mie Perle ai Porci: il fatto che non sono io ad andare in giro per la rete a caccia di vittime.
Sono queste persone che contattano me – anzi, spesso non contattano neppure ME, ma queste sottigliezze sfuggono a chi, come Ghena o Sommeliere Pazzo, deve dimostrare al mondo di sapermi ritorcere contro la katana – e sono queste persone che liberamente decidono di sparire, quando si accorgono di non avere di fronte una persona debole o dominabile.
E Ghena ha ragione, esiste un problema di fondo, ma non sono io quel problema.
Il problema è, ancora una volta, non riuscire a rapportarsi sinceramente col prossimo, restare incastrati in eterno in un personaggio, o rifiutare di essere ciò che si è creato.
Nessuno, poi, che abbia compreso come il limite tra l'ironia e il disprezzo, nelle mie perle ai porci, io abbia volutamente evitato di superarlo nella misura in cui non ho pubblicato – come in altri blog che pure leggo – il vero nick dell'interlocutore, sì da esporlo al pubblico ludibrio.
E questo anche se, in alcuni casi, la pubblicazione di quel nick avrebbe effettivamente avuto una finalità astrattamente nobile, come mettere al riparo da spiacevoli conseguenze altre persone.
Che poi io abbia difficoltà col mondo maschile, è tutto da vedere. Il 98% dei miei amici sono maschi, ed anche il 98% dei miei commentatori, e per ulteriore dimostrazione dell'Ingiustizia del Fato, ho anche un uomo che – poverino - mi ama.
E perdonatemi un ultimo rilievo.
La frase “Ho chattato con te perché non sapevo chi eri” mi fa schifo.
Io sono sempre uguale.
E' questo che certa gente proprio non vuole accettare: che il vero schifo, di questo mondo virtuale, è dare la stura a chi è uno e trino senza avere il buongusto di essere Dio.
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MadameRevanche Ora: 17:45
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giovedì, 16 novembre 2006
Il dialogo che segue è la fedele trascrizione della tragedia di un uomo. Ancora oggi, non riesco a comprendere cosa possa ver mai detto a SuperEgo per farlo reagire in maniera sì acerba.
L'inizio coi puntini sospensivi pare sia un MUST, nella netiquette splinderiana.
Personalmente, mi fa venir voglia di metter mano alla spada, ma si sa...Io sono una stronza.
SE[15:29] ...
MR[15:30] ciao
SE[15:30] ciao
Fin qui, tutto nella norma.
MR[15:30] esprimi idee curiose...
E qui, su una frase gentile e quasi lusinghiera, SuperEgo inizia a scuotersi tutto...
SE[15:30] vuoi chattare?
MR[15:30] scusa, cosa stiamo facendo, qui?
Si riparte.
SE[15:31] ciao
MR[15:31] ciao
Trascorsi dieci minuti di tolleranza, the devil in me inizia a bollire. Ma con eleganza...
MR[15:41] tutto qui?
Dopo di me, il diluvio...E infatti...
SE[15:41] non capisco cosa vuoi dire cmq ti saluto
MR[15:42] ho letto il tuo blog, esprimi idee originali
SE[15:43] non capisco cosa vuoi dire cmq ti saluto addio
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MadameRevanche Ora: 13:02
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venerdì, 10 novembre 2006
Dedicato a My immortal
Vieni, entra e coglimi, saggiami provami...
comprimimi discioglimi tormentami...
infiammami programmami rinnovami.
Accelera... rallenta... disorientami.
Cuocimi bollimi addentami... covami.
Poi fondimi e confondimi... spaventami...
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami... ardimi bruciami arroventami.
Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domani, sgominami poi sgomentami...
dissociami divorami... comprovami.
Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra... riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.
Patrizia Valduga
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MadameRevanche Ora: 14:14
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giovedì, 09 novembre 2006
L'oroscopo, le donne ed il principio dell'impenetrabilità dei cervellii.
Proseguono, su Tipic, le mirabolanti incursioni delle Scissors Sisters (chi ricorda Lorena B. sa bene che significhi questo soprannome).
Quest'oggi tocca a Paolo Cox - appassionato di zodiaco e .... - rallegrare con la sua semplice esistenza l'universo intero.
Una prece...
L'inizio è sgrammaticato ma standard...
Paolo Cox — 10:14 ciao mi kiamo Paolo Cox da Praga tu
Amica — 10:15 Amica. Canicattì
Subito, la domanda spartiacque.
PC — 10:18 sei single
A — 10:18 sembrerebbe per ora di si
Inizia a rilanciare
PC — 10:19 idem io sono un avvocato 10:19 tu di che ti occupi
A — 10:19 io per ora non lavoro però ogni tanto faccio cose
Evidentemente soddisfatto da questa risposta così completa, il nostro BranKolo (nel buio) passa a cose ben più importanti...
PC — 10:22 hai msn
A — 10:22 no
L'assenza del messenger non lo turba. Paolo Cox vuole fare amicizia, donarsi completamente
PC — 10:23 dimmi di te
A — 10:23 eh praticamente ho riassunto il riassumibile. che vuoi sapere di preciso :)
Mai fare domande di cui si teme la risposta, insegnano ai praticanti. Ed infatti...
PC — 10:24 sei passionale
A — 10:24 più che altro son razionale
PC — 10:25 ti piace fare sesso
A — 10:27 domanda curiosa
PC — 10:28 e quindi
A — 10:28 quindi non comprendo l'interesse in materia
PC — 10:29 curiosità
Ed ecco la chicca...
A — 10:29 beh una volta si chiedeva almeno il segno zodiacale prima
PC — 10:30 cancro — 10:30 tu
A — 10:30 bilancia — 10:30 ma era ironia, per dire
E proprio perchè era solo curiosità...
PC — 10:32 insomma ti piace o no
A — 10:32 era per far velatamente capire che non mi interessava rispondere al quesito
Fu così che Paolo Cox raccolse le tavole zodiacali e sparì.
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MadameRevanche Ora: 13:41
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mercoledì, 08 novembre 2006
Leggo nel blog di un amico caro e prezioso (caro per le tariffe che mi applica, prezioso perchè continua a lavorare su di me anche se io non lo pago...) che egli nutriva, neanche tanto tempo fa, il desiderio di impazzire.
Detto così, suona veramente orribile, e invece...

Questa carta dei Tarocchi rappresenta il Matto.
Nella logica sequenza degli Arcani Maggiori, il Matto è l'unica carta senza numero, ed è estremamente ingannatoria nella sua semplicità.
A prima vista, si tratta di un vagabondo, una di quelle creature sperdute che siam soliti vedere nelle stazioni e per le strade.
Ma è davvero così? Guardiamo meglio...
Il vagabondo è, strano a dirsi, molto ben vestito.
Porta una giubba riccamente decorata, un bracciale d'oro gli cinge il polso destro ed il corpicapo e le scarpe denotano una gran cura nell'accostamento dei colori, cosa alquanto strana per un uomo senza fissa dimora.
Egli indossa sinanche dei calzari che proteggono i pantaloni dalla polvere e dai rovi del viaggio che ha intrapreso.
Perfino la sua bisaccia è elegante...
Siamo davvero sicuri di trovarci al cospetto di un povero viandante, adesso?
Qualcosa, evidentemente, non quadra.
Il personaggio che stiamo osservando è certamente un viaggiatore.
Ed è definito Matto perché non si comprende a prima vista quale sia la meta del suo viaggio.
Egli si è incamminato verso qualcosa che non vede, e che non ci mostra, ma che nonostante tutto esiste.
Il Matto è colui che inizia il più avventuroso ed esaltante viaggio che ci sia concesso di intraprendere: la ricerca di noi stessi.
Il cane lo spinge ed al tempo stesso, mordendolo, lo frena: e non è forse questo ciò che fa il nostro vivere quotidiano, con la sua dose di necessità, compromessi e desideri insoddisfatti?
Chi desidera impazzire, desidera intraprendere quel viaggio.
Desidera farsi spingere dal cane, e sebbene avverta il rabbioso morso del senso del dovere verso l'altro da sé, appunto IMPAZZISCE e decide inopinatamente di optare per il dovere verso se stesso.
Che è un dovere di ricerca interiore, di crescita spirituale, di rinuncia a ciò che - pur essendo comodo, e dolce - finirà per snaturarlo definitivamente e trasformarlo in un pazzo furioso.
Chi desidera impazzire sta già iniziando il viaggio.
Il suo arrivo è già nella partenza.
Ma ancora non lo sa...
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MadameRevanche Ora: 17:40
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mercoledì, 08 novembre 2006
Io amo quest'uomo.
Che è bello.
E' un ex pilota.
E' un ex quarterback.
E' single.
E' un genio dell'informatica.Se riesce ad accendere il computer.
Produce serie televisive.
Ha un culo d'acciaio.Ricoperto in carbonio.
Ha una macchina sportiva rossa. Truccata come Moira Orfei.
E' intelligente.
E' simpatico.
Gioca alla PSP.
E' un fan dei Soprano.
Se gli dico South Park non pensa ad un indirizzo straniero.
Mi comprò Legacy of Kain.
Mi tampona agli stop. Per giocare.
Rimane coinvolto in incidenti spettacolari da fare un baffo a Midnight Club.Solo che gli capitano in casa.
E' un appassionato di musica.
La macchina che vedete, poteva essere la sua.
Quest'uomo mi ama.
Passa ore al telefono con me.
Mi chiama tesoro.
Chatta con me a tarda notte.
Però...
E' mio cugino.
Che culo, eh????
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MadameRevanche Ora: 13:03
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lunedì, 06 novembre 2006
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MadameRevanche Ora: 12:48
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domenica, 05 novembre 2006
Poche cose, nella vita, mi disgustano quanto le persone appartenenti al genere sadico-utilitarista.
Provo una vera e propria repulsione per quanti - e qui l'aberrazione è equamente suddivisa tra maschi e femmine - non riescono a rapportarsi al prossimo se non come ad un passatempo, da usare e strapazzare secondo voglia e poi abbandonare in un angolo quando appare all'orizzonte un nuovo gioco, più appetibile.
Non di rado, queste creature mostruose hanno di se stesse la percezione di un essere speciale, di quelli che devi assolutamente conoscere per non annegare nel grigiume polveroso del mondo.
Ultimamente, anche a causa delle mie frequentazioni splinderiane, mi pare che questo modello si vada affermando con sempre maggior pervasività, e stia originando (anche qui senza distinzione di genere) una figura assolutamente peculiare, nella sua perversione: il dongiovanni seriale.
Il dongiovanni seriale si aggira tra Tipic e Msn alla ricerca del proprio piacere, che è esclusivamente quello di conquistare il cuore di un suo contatto.
Contrariamente a Casanova (e qui una standing ovation di Madame, con tanto di katana sollevata in cielo, va al mio consulente-terapeutaagratis-amico-correttoredibozze-caffettarolento-chivivràvedrà Luca) il Dongiovanni seriale esaurisce la propria spinta ideale nell'attimo in cui la sua controparte gli dichiara amore.
In buona sostanza, questa figura di sociopatico non prova alcun desiderio od interesse carnale per la sua vittima: ciò che gli interessa, e da cui trae forza e nutrimento, è la capitolazione, il travolgimento della resistenza.
Per giungere al suo obiettivo, il dongiovanni virtuale utilizza la propria parte artificialmente romantica.
Parole come dedizione, corteggiamento, vicinanza sono pallide esemplificazioni del furore che lo pervade in fase di conquista:messaggi, email, fiori, cioccolatini, sms piovono costantemente sul capo della vittima predestinata, travolgendone le resistenze con un'efficacia resa quasi irresistibile dal grande vantaggio di cui il casanova dispone: la lontananza fisica. Ed invero, se solo la vittima potesse guardarlo in faccia, mentre egli profferisce le sue dichiarazioni di passione sempiterna, si renderebbe conto velocemente della freddezza dei suoi occhi, ed infatti non a caso i dongiovanni seriali rifiutano - sempre con scuse plausibili e tale da generare empatia, tipo "sono troppo timido" - l'uso della webcam.
Facendo leva sulla debolezza dell'interlocutore - spesso una persona sola, delusa emotivamente, incapace di ritenersi meritevole d'amore - il dongiovanni riversa sulla propria vittima un diluvio emozionale.
Una volta raggiunto lo scopo, tuttavia, il dongiovanni si trasforma subitaneamente in un estraneo freddo e distante, con una meccanica comportamentale non troppo diversa dal gesto del serial killer che copre il volto della propria vittima dopo l'omicidio.
Il diluvio viene sostituito da un deserto gelido ed arido (che poi è la vera natura del seriale), mentre l'assiduo corteggiatore scopre improvvisamente di essere tragicamente ed inderogabilmente impegnato, e giustifica la propria assenza con scuse sempre più incredibili, come la malattia terminale di un genitore, uno scoperto bancario con rischio di pignoramento della casa familiare e via via aggravando e degradando.
Nel frattempo, il suo messenger è stabilmente settato su occupato, posto che il souvenir di questo serial killer d'anime è la sempre più nutrita lista di contatti msn.
Il problema, naturalmente, è l'arroganza.
Egli tende sin troppo facilmente a sottovalutare l'interlocutore, e non crede possibile che il suo più grande vantaggio (ovvero l'assenza di fisicità del rapporto) possa costituire per lui un tallone d'achille.
Perchè, come direbbero gli Smiths, "Keats e Yeats sono dalla tua parte, ma Wilde è dalla mia!".
Io ho incrociato un dongiovanni seriale quasi per caso.
Come al solito, egli mi ha contattata dopo aver letto il mio blog, ed allo spirito di esso si è conformato, adottando linguaggio forbito e modi da gentiluomo d'altri tempi.
Il mio profilo avrebbe dovuto indurlo a grande cautela, posto che in esso si legge chiaramente quale sia il mio lavoro.
Ma l'arroganza e la cautela non possono convivere, neanche in una creatura già consapevolmente orientata alla schizofrenia, e così il mio Casanova virtuale ha optato per la conquista, ed io l'ho assecondato.
Don Ninetto de noantri ha avuto più di quello che immaginava e desiderava: ha iniziato a sedurre ed è stato sedotto.
Se lui offriva cento, io rilanciavo a diecimila.
Per ogni sua profferta via chat, c'era un post nel mio blog che parlava di lui ed a lui solo. Era lui la persona speciale protagonista del post, era lui il protagonista del sogno tatuato.
Col particolare che io non mi sono mai dichiarata davvero, gli ho soltanto lasciato fare due passi nel mondo romantico che andava creando, gettando secchiate di melassa ad ogni suo passo e compiacendolo tratteggiando, in suo onore, la figura dell'Eroe Tragico, nella quale egli, manco a farlo apposta, si sentiva a perfetto agio...
Ed è andata a finire che dongiovanni si è dichiarato, non prima di aver simulato ben due orgasmi via chat.
Appena l'ha fatto, ha capito di essere stato giocato, o almeno, sospettandolo, ha inscenato una precipitosa ritirata.
La scusa ufficiale era la sua pretesa non volontà di legarsi ad una donna che, pur essendo la sua compagna ideale, aveva l'insopportabile difetto di essere ricca, e quindi di farlo sentire inadeguato.
Decisione, questa, presa a suo dire dopo aver trascorso una notte insonne a leggere il mio blog al fine di conoscere meglio la donna che voleva sposare (sic!).
E qui il colpo di genio, ed il consiglio che mi sento in dovere di dare a chiunque incappi in uno di questi mostri senza cuore né cervello.
Appena inizia la ritirata, andate in contropiede, senza esitazioni e senza pietà.
Dite che avete deciso di andare a trovarlo, e che l'indomani mattina salirete sul primo aereo diretto alla sua nobile patria.
Non vi costa nulla, tanto mai partirete, ché uno stronzo di tali dimensioni non merita neanche una tariffa low-cost della più scalcinata compagnia aerea del mondo.
Ma potreste essere fortunati, come lo sono – o almeno dovrebbero esserlo – tutti coloro che si sacrificano per fare un po' di pulizia in questo mondo.
Potrebbe venirgli un infarto.
O un attacco di diarrea, ché tanto questi Eroi sono sterili...Producono solo pezzi di sé.
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MadameRevanche Ora: 19:05
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mercoledì, 01 novembre 2006
Questa gentile creatura - che si definisce femmina e non ha un blog, ma solo un profilo e quattro contatti, tutti femminili - mi ha contattata su Tipic dopo che io, per ben tre volte, ho rifiutato il suo invito ad aggiungerla tra gli amici.
Al momento, il suo profilo è stato cancellato, ma descriveva se stessa come una via di mezzo tra Black Dahlia e Hannibal Lecter, uno dei tanti profili che grondano sesso e sangue.
Chiacchiere.
Dopo tre tentativi andati a vuoto, ecco cosa Miss Helenboyle aveva tanta urgenza di dirmi.
H[15:16] le tue perle ai porci sono spassosissime e dimostrato come le persone siano idiote. Tuttavia, farei attenzione, perche' non mi sembra che tu abbia motivo d'essere considerata migliore ..
Madame Revanche[15:16] ah, se lo dici tu, allora corro subito in terapia... grazie dell'aiuto...
H[15:17] certe cose non si risolvono con la terapia. non ti voglio aiutare, solo disprezzare un poco.
Madame Revanche[15:17] ah, beh, allora... fai pure, mi fa piacere...
[15:28] già finito?
Ora, io davvero non comprendo come mai questa creatura abbia tanto insistito per aggiungermi come amica.
A me è venuta in mente una scena de L'Amico del Cuore, in cui Salemme, fingendosi malato terminale, cerca di convincere il suo amico ad esaudire il suo ultimo desiderio, concedendogli una notte di sesso con sua moglie.
Salemme, occhio lacrimoso e sorriso luciferino : "Ma tu... Tu me vuò bbene, a me???"
Amico, mezzo infastidito e mezzo vergognoso : "Nun tanto..."
Decretato ed emanato da
MadameRevanche Ora: 12:46
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