"Occorre saper non vedere.
Ma quando si è visto, occorre saper punire."
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Madame Revanche incontra l'Avv. Gunther – collega di studio e compagno di merende – sulle scale del tribunale.
I due si fermano un attimo a commentare l'udienza di ieri, quando l'Avv. Gunther è rimasto vittima della scorrettezza di una colleguccia.
MR : “Beh, dal punto di vista formale aveva ragione lei. Tu sei decaduto...Umanamente, però, è stata una merda.”.
G : “Barbarè, io sono decaduto Perché mi sono fidato della parola che mi aveva dato...”
MR : “Eh...Purtroppo questa è l'ennesima prova di un'idea sbagliata che si sta affermando. Quella per cui il difensore della controparte è un tuo nemico personale. In quest'ottica, non si discute più di scorrettezza...E' guerra aperta, e tutto diventa lecito.”.
G : “E buona salute ai rapporti di colleganza! Per me il collega è un avversario, mica un nemico da distruggere...”
MR : “E siamo sbagliati noi, che veniamo dalla vecchia scuola, e per cui i valori di correttezza, colleganza e probità hanno ancora un senso...”
G : “Già... Vabbè, andiamo in aula? Tra un po' chiamano il nostro processo...”
MR : “Sì.”
G : “E chi viene, oggi, per l'altro imputato?”
MR : “L'avv. F. mi ha chiamata ieri. Dice che manda in udienza il collaboratore, P... Ed infatti l'ho visto entrare due minuti fa...”.
G, prendendo la borsa : “Minchia! Oggi lo spacco!! Gli faccio male!!!”
MR, saltellando nelle Puma Schattenboxen : “Sì!!! Ma tanto, eh? Eh?”
Che poi io lo so: sono strana io.
Io e la mia mania del particolare.
Sono io quella strana.
Chè se fossi stata normale, avrei coronato il sogno d'amore di mia madre, sposando il funzionario della Banca d'Italia.
Laureato in Giurisprudenza, ricco di famiglia e sodale di Cuccia.
Ed invece, io son sempre stata fissata coi dettagli.
Di “Banca d'Italia” - come lo chiamavano quelli della Crew, sognando di trasferirsi in blocco a casa sua e lì restare a carico.... - mi dava sui nervi il modo di ridere.
Singhiozzante.
Asinino, lo chiamavo io.
Lo detestavo, quando rideva.
Mi faceva impazzire, quel ragliare a tutta gola e naso.
E finì che, nel pieno dell'ennesima risata, lo mollai a mezza cena.
Ho attraversato il locale cercando di isolarmi da quella risata.
Non mi ha più chiamata. Tumulando nel silenzio i desideri della Crew, che stava già prendendo contatti col Concessionario Audi.
Io e la mia mania dei dettagli.
Io mi innamoro delle cose piccole.
E per le cose piccole mi disamoro.
Per dire....
Mi sono innamorata per la foto di un paio di gemelli da polso spagnoli.
E continuo ad innamorarmi di chi la pubblicò perché al post che c'era sotto quella foto si è sempre conformato.
Perché non era un esercizio di stile.
Era una dichiarazione.
Io guardo le cose piccole.
Perché il dettaglio non mente. Mai.
Per dire...
Il compito di diritto penale all'esame d'avvocato...
Io l'ho strappato e riscritto di sana pianta.
Perché avevo sbagliato a mettere una parentesi.
E quello che consegnai era tutto diverso dal primo.
E' per questo che tre persone in tribunale mi chiamano a distanza di anni “Madonna Professoressa”.
Il dettaglio non mente. Mai.
Ed io il compito della mia vita son capace di riscriverlo ex novo millemila volte.
Senza sbagliare.

