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Meet Madame Revanche
Utente: MadameRevanche
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mercoledì, 31 ottobre 2007


"Ecco...Facciamo Madame Revanche e i messaggeri della dopa..."
"Uhm...No, mi fa pensare ad un gruppo di delinquenti che mi vogliono menare..."
"Ma no, quando sei con me non ti mena nessuno..."
"Facciamo i Messaggeri della Topa, no???"

Ecco, io a questo bel tipetto qui gli voglio bene assai assai.
E' che è cattivo dentro.

"Guarda, ti pubblico. Sallo."
"Bene!".
"Ma posso millantare una rovente relazione con te???".
"E certo!"
"....No, meglio di no...Se parlo di rovente relazione, son sicura che mi posti una foto di forni crematori."
"Infatti. Hai visto che a frequentare noi ariani impari, brutta negra?".


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 16:12 commenti (5)
lunedì, 29 ottobre 2007

E' che io mi sento a mio agio, in tribunale.
Non è proprio un posto di lavoro, ai miei occhi, quanto un habitat naturale, in cui mi muovo con perfetta competenza e mi sento al sicuro.
E' per questo che, credo, non mi piace andarci quando non ho niente da fare.
Perchè quando sei libero è giusto dedicarsi alla scoperta di qualcosa di nuovo.
Senza contare che mi annoia a morte il defilè.
Stamattina, però, ho da fare qualche giro di Cancelleria, e così, in pantalone e polo blu, Walsh e giacchino Ducati Corse, faccio tintinnare lungo il corridoio la grande G dello zainetto e vado alla posta.
Davanti ad uno degli sportelli, di spalle a me, vedo Mac, che alza poco la testa, senza girarsi.
E' il nostro numero del fiuto.
Mentre faccio per prendere il numerino, una collega mi travolge.
Mi spinge e fa per afferrarmi, ma non si aspetta che io non mi sposto se non di qualche centimetro, e così viene quasi rimbalzata indietro, e tocca a me afferrarla per il braccio e tenerla in piedi.
"Uuuh, scusaaaaa....uh, ho perso proprio l'equilibrio...." si confonde.
Io le sorrido e la informo: "Certo, al mio cospetto è NORMALE perdere l'equilibrio...".
Mi guarda incredula, poi si confonde ancora di più quando Mac, sempre senza girarsi, alza un altro po' la testa e dice "Sì. Poi ti parla e perdi il controllo degli sfinteri!".
Lo sportellista, mio compagno delle medie, ride come un pazzo.
La collega arrossisce.
Faccio quello che devo fare e mi ritrovo Mac alle spalle, leggermente scostato di lato che mi dice:"Pupè, caffè?".
Al bar parliamo fitti fitti del fattaccio dell'altro giorno, scambiandoci impressioni ed idee e suggerimenti, poi la conversazione si sposta sulla moto e su quel famoso pranzo al mare che prima o poi faremo, diciamo nella prossima vita.
Poi aspetto Ciccio, e mi riascolto in testa una voce amata che mi dice "Tesoro mio" mentre dispenso interessanti prospettive di diritto del lavoro ad un collega in crisi.
Se ne torna in aula più confuso che persuaso, e però sono sicura che metterà a verbale esattamente quello che gli ho detto.
Così, quando Ciccio mi raggiunge vantandosi per un proscioglimento, il collega ritorna e Ciccio constata che sì, è adorazione pura quella che brilla negli occhi del collega che mi ringrazia.
"Pas de qua, fanciullo. Però studia, eh..." minimizzo materna.
Alla fine del giro, ci ficchiamo in macchina e via, giretto anti-stress di una città che sembra immersa nel lavoro, ed invece il punto è che è lunedì, ed i negozi son chiusi e gli impiegati preferiscono stare in ufficio a fare il sudoku o a commentare le partite.
Riparliamo del fattaccio, e di come questa città stia perdendo quei pur fragili equilibri che la tenevano in piedi.
So che suona tremendo, ma qui la mafia teneva l'ordine, mentre la decimazione delle cosche ha avuto come risultato la consegna di questa città a gruppi delinquenziali disorganizzati ed irascibili, incapaci di controllare il territorio.
Lo Stato, triste ma vero, qua si è sempre visto poco.
Lo Stato, qui, è qualcosa di astratto e di cui si tende, non sempre senza qualche ragione, a diffidare.
Il resto, triste ma vero, è folklore: striscioni, manifesti, associazioni.
Credo che quando un cittadino arrivi a rimpiangere la mafia, lo Stato dovrebbe preoccuparsi.
Qua se ne fottono, e Ciccio che urla fuori dal finestrino "Ridateci la 'ndrangheta!!!" avrà lo stesso nullo ascolto dei ragazzi di Locri.
Possono fare tutte le fiction che riescono ad ideare e produrre, ma la realtà resta una: se muori per lo Stato, sei morto come uno stronzo, come quei post-adolescenti strafatti che, di sabato notte, decidono di fare a testate con la BMW contro un albero.
Solo, difficile che la parte del post-adolescente venga affidata a Raul Bova.
Musica.


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 14:23 commenti (6)
domenica, 28 ottobre 2007

Mi sveglio presto dopo una notte di sonno profondo, nel corso della quale ho sognato tante cose, alcune belle, altre meno, protagonista unico.
Esattamente venti minuti dopo il suono della sveglia sono in strada, IPod nelle orecchie ed in bocca ancora il sapore del mio White Tea della Twinings, una delizia per il palato nella sua pallida dolcezza.
Sono in strada con l'Ipod a palla, e ripenso alla serata di ieri, con la Crew che, dopo dieci minuti di Festa del Cioccolato, decide di rintanarsi all'Irish Pub.
Ripenso a noi che diciamo al cameriere che ci chiede quante Guinnes "Una, due, tre, quattro..." con una plebiscitaria alzata di mano, e ci scattiamo un mare di foto nelle quali sembriamo, una volta tanto, veramente felici.
Ripenso ad Ale che decide che sì, è ora anche di fotografare "il culo nuovo di Dirty".
E ripenso a noi, stretti intorno ai due tavolini tondi, che sgranocchiamo patate fritte piene di sale e programmiamo la nostra nuova esibizione.
"Stavolta facciamo i coglioni a casa mia..." dice Jimmy, offrendo la location del nostro nuovo numero e preannunciando una cena a base di Novello, gentilmente sponsorizzato da suo padre, che in vini pregiati commercia.
Il nostro nuovo numero sarà questo.


Ancora non abbiamo deciso il leadsinger, anche perchè siamo stonati come campane, ma credo proprio che toccherà a me, che sono la più stonata, ma anche quella che sa fare le faccine.
Il numero lo proviamo sul selciato viscido di resina della villa vecchia, finendo per diventare un'attrazione della Festa del Cioccolato.
Ci fotografiamo schiena agli alberi, ridiamo, e nella sera tiepida ci dividiamo un cremino alla nocciola.
Siamo la Crew, e quindi un cremino solo ed un morso per uno, come se fosse un giuramento di sangue.
"Sembrate due mafiosi..." commenta Ale inquadrando me e Jimmy sotto l'albero, io a braccia incrociate, lui con la testa un po' di lato.
E c'è una sera troppo tiepida che si avvolge intorno a questo nostro star bene tra noi, mentre guardiamo il video nel mio telefono e conveniamo che ci piace un casino quel passo in cui si battono i tacchi, e ci chiediamo se è il caso di usare scarpe con tacchi così sottili, e ci diciamo che no, ma forse se chiedo il permesso vediamo, eh...
Ci abbracciamo spesso, tutti insieme, un casino di braccia e di teste.
Stamattina, invece, il casino ce l'ho in testa.
Ieri penso anche di aver straparlato, ma avevo proprio questo bisogno di riaffermare cosa conta davvero, per me.
E mi squilla il telefono, ed è Giovanni, naturalmente, rientrato dalla Spagna.
E naturalmente mi approccia con la consueta cortesia.
"Dove cazzo sei?"
Gli dico.
"Allora pianta il culo e aspettami. Dobbiamo parlare.".
Sta bene.
Arriva dopo quindici minuti, mentre lo Shuffle fa partire Anarchy in the Uk, guarda un po'.
"Barbarèèèèèèèèèèèèè!!!" urla dal finestrino, ed io in qualche modo lo odio.
Smonta e mi abbraccia, strettissimo.
"Giò, per cortesia..."
"Eh, m'ha detto che ci siamo, eh. E' vero?".
E' evidente di cosa parliamo, e quindi annuisco.
"Sì. Ci siamo.".
"Sei sicura? Sicura sicura?".
"Sì."
"E non ti farai male, vero?".
"No.".
"E se ti farai male mi chiamerai..".
"Sì.".
"Giura.".
"Giuro.".
"Cazzo!!!" e mi abbraccia di nuovo, e si vede che è contento, e lo sono anche io.
E poi facciamo due passi, su questo viale.
Viale
Camminiamo abbastanza serrati, senza sfiorarci, come è nostro solito.
E parliamo.
Della Spagna, e della spagnola, e stavolta tocca a lui ripetere il giuramento, ma lo guardo e mi sembra finalmente così sereno ed in pace...
Ogni tanto, mi mette una mano sulla spalla e stringe per sottolineare il concetto.
Ci fermiamo sotto gli alberi, ridendo come pazzi per le cose che ci stiamo dicendo, e per come queste cose ci fanno sentire alla grande.
Le cose straniere, le ribattezziamo.
E' anche un po' strana questa consonanza dei tempi e delle situazioni, e ci chiediamo se oltre che Fratelli di Sangue, siamo in qualche modo collegati telepaticamente allo stesso destino.
Quien sabe...
Ed entriamo a prendere il caffè, e già questo ci fa scoppiare a ridere, mentre lui ammonisce "Oh, non ti AZZARDARE a stenderti sul bancone, eh!!!" e di nuovo risate atroci.
"Tranquillo, non qui....".
Mordicchiamo un paio di biscotti al latte, il nostro Illy ristretto che si raffredda.
Entra un nostro vecchio compagno di liceo, un ragazzo strepitoso, due occhi verdi come due smeraldi, un colore quasi innaturale, per quanto è intenso e spicca sotto i capelli nerissimi e la pelle chiara.
Grandi pacche sulle spalle con Giovanni, poi mi vede e si blocca.
"Tu.... Tu..."
"Cos'è, è occupato, Andrea?"
"Ma sei TU!!!!", si sconvolge, e mi abbraccia.
"Ma stai BENISSIMO, cazzo, non ti avevo riconosciuta!!!Ma che fine hai fatto???Come stai???".
Un fiume in piena, questo simpatico stronzo che al liceo non mi filava neanche di striscio perchè non ero abbastanza Nancy per lui.
"Andrè, le vogliamo abbassare, quelle mani, o ti devo stroncare, stamattina?" si informa sollecito Giovanni.
Sembra che gli cadano, più che le stia abbassando.
"E' IMPEGNATA!!! Quindi, due piedi in una scarpa e pochi cazzi..." esplicita l'illustre psichiatra.
"Sì, però...Mi devi dire come hai fatto!!!!"
Andrè, io lo so che non sono io quella che conoscevi al liceo.
Lo so che non rivedi la tua compagna di scuola.
E' che è passato tanto tempo e tanta vita, e tanto rosso....
E tu sei uguale ad allora, ma io no, Andrè.
Io sono la tua secchiona preferita, solo che, come Giovanni ti sta dicendo in questo istante:"E come ha fatto...Ha scoperto che poteva essere una stronza, ecco come ha fatto..."


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 15:58 commenti (5)
sabato, 27 ottobre 2007

Oggi è il 27 ottobre 2007.
Io il 27 ottobre lo ricordo per due essenziali motivi.
1) il 27 ottobre 1958 è nato Simon Le Bon.
2) il 27 ottobre è un giorno che dal 1984 in avanti mi ha sempre portato una sfiga bestiale.
Elenco senza pretesa di esaustività:
1) 27 ottobre 1995 : mi salta la seduta di laurea ed io perdo l'occasione di essere la più giovane laureata in giurisprudenza d'Italia (2 anni e nove mesi secchi);
2) 27 ottobre 1997: succede quel casino con la kickboxing e mi ritrovo inchiodata a nove mesi di cortisone che mi distruggono la vita;
3) 27 ottobre 1998: fanculizzo il mio relatore e mi gioco la possibilità di insegnare a Giurisprudenza;
4) 27 ottobre 2001: distruggo la mia amatissima Camilla in un testacoda;
5) 27 ottobre 2003: fine di un fidanzamento della durata di anni undici.
Bel colpo, eh?
Così, io il 27 ottobre cerco sempre di passarlo in un posto molto riparato e tranquillo, tipo una buca nel pavimento con chiusino in ferro.
Oggi no.
Oggi la Crew decide di fare una cosa diversa.
Uno di noi si è comprato uno sparring partner con allegato personal trainer, e figuriamoci se la Crew si perde l'occasione...
Puntuali, entriamo alla spicciolata da BrotherLouis, ognuno con la sua tenuta sportiva.
Io riesumo una vecchia tenuta della kick (pantayoga nero Nike, canotta Puma nera e rossa, un paio di Puma Cell nere e rosse e bianche, ideali per correre, saltare, danzare...).
I guantoni li offre gentilmente una mia amica che lavora da Cisalfa.
A loro.
Io i miei non li ho mai buttati, e quasi mi tremano le mani mentre li tiro giù dall'armadio, settore Broken Hearts.
Mia mamma mi guarda uscire abbastanza preoccupata, e sulla porta mi invita a tornare sulle mie gambe.
"Vedremo, ciccia... Oggi è il 27 ottobre...".
Il personal trainer è un bell'uomo.
Non alto (come di solito si definiscono gli uomini sotto il metro e settanta) ma di costituzione granitica.
Sembra uno scoglio, per quanto è compatto.
Fa il figo.
"Siete pronti a morire?".
La Crew si guarda sconcertata, io mi tolgo gli occhiali (chè oggi è uggioso e quando è uggioso io mi metto gli occhiali, vaiassapè perchè...) e gli dico "Io sì. E tu?", venendo immediatamente redarguita dalla Crew, che mi lancia sguardi di odio e mi rifila un calcio al piede, in persona di Jimmy.
"Ebbè, fratelli, è il 27 ottobre, cazzo..." esplico, e RV si addolcisce.
Iniziamo.
Salti, calci, pugni.
Dieci minuti di crescendo, libero per riscaldare.
La Crew parla di continuo, ogni cazzotto è accompagnato da una simpatica esclamazione del tipo Tiè, muori, vaffanculo.
Ognuno di noi vede nel sacco il proprio fantasma.
Io taccio.
Stranamente.
Taccio.
"Perchè non dici una parola?" s'informa Jimmy, sudando copiosamente.
"Chiedimelo tra quindici minuti, quando non avrai più fiato...".
Sono cambiate tante, troppe cose, dai tempi della kick.
Così, adesso mi ritrovo un po' sconcertata, come sospesa tra due tempi.
So ancora mollare qualche buon calcio e qualche pugno, ma le mie anche non ruotano più con la stessa sciolta sicumera.
Ho paura, questo è.
Ho una paura folle, e forse non è solo per la sorte della mia schiena.
Finisce che mi distraggo, e penso a qualcosa e mollo un calcio veramente cretino, sbagliato, inutile.
Perdo l'equilibrio e volo.
"Bene, è il 27 ottobre, no?" penso stesa di schiena sul pavimento, senza fiato per la botta e senza il coraggio di appurare se le gambe si muovono ancora.
Cazzo...
Guardo di sotto in su il personal trainer, e mi sembra poco poco preoccupato e leggo sulle sue labbra lo sforzo di non chiedere: "Tutto bene?".
No, non va bene un cazzo.
Però.
In effetti, le gambe si muovono.
Le ginocchia si flettono.
Il problema, credo, è sollevare la schiena da terra.
"Mettimi in piedi, per favore...", gli chiedo senza nessuna inflessione mentre gli tendo le mani.
Mi tira su senza nessuno sforzo, e mi ritrovo in piedi, ed inizio la conta.
Non mi pare ci siano danni.
La Crew tace.
Io taccio.
Il personal trainer pure.
"Ok, fratelli. E' il 27 ottobre, no?", dico.
E qui succede una cosa che mi fa capire quanto io ami questi ragazzi, quanto loro mi amino.
Una di quelle cose che ti fanno pensare che, quando tutto va in merda, qualcuno resterà, a tenerti a galla.
Una di quelle cose che ti rimette in pace col mondo.
RV inizia girare la corona del suo orologio.
Poi mostra la mezzanotte.
"No. Non più.".
Ci abbracciamo strettissime, chè nessuno più di lei sa cosa mi passa per la testa.
"Tutto a posto?" chiede lo scoglio.
"Sì. Sei pronto a morire?".


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 18:09 commenti (7)
venerdì, 26 ottobre 2007

E c'è questa scena, no?
Di me e di mia mamma che ci facciamo un centinaio di chilometri per andare a comprarci le Tod's, e siamo in macchina con i Dire Straits che ci commuovono intervallando me, che parlo, parlo e parlo, come se dovessi recuperare tutti i silenzi dell'adolescenza.
E parlo e racconto e descrivo e lei ascolta e sorride e solo di rado interrompe il mio fiume di parole (No, Valè, non sono i Jalisse...) per porre qualche domandina delle sue, piazzata come un gancio.
Pure, le risposte devono piacerle, in qualche modo, perchè tamburella sul bracciolo il riff di Sultans of Swing.
O forse le piaccio io, con questa pace che m'è scesa di colpo nel cuore, ed il passato azzerato, per non dire perdonato, chè Madame non perdona.
Io, con il mio guardaroba inservibile e le scarpe che si son fatte troppo grandi, chè quando sei felice ti restringi, a quanto pare.
E poi siamo nel negozio, che entriamo ed usciamo da una marea di scarpe, e ci pavoneggiamo e ci diamo di gomito come ragazzine nell'armadio della mamma, ed il commesso coi jeans Rich troppo bassi e la scritta al neon sul culo cerca di conquistare il suo spazio nel nostro mondo, ma non riesce.
E d'un tratto, mentre infilo un paio di stivali, tiro su la testa e sento che c'è qualcosa che mi aspetta a casa, qualcosa di grande e di bello ma piccolo come solo le cose preziose sanno essere.
E continuiamo a scherzare, solo che io ho una strana agitazione, come quando sai che c'è qualcosa che devi fare e non puoi farla subito.
E poi sulla strada del ritorno non parliamo quasi, con me che scarico la tensione ringhiando con Joe Strummer che sta arrivando l'era glaciale e lei che non tamburella il punk.
E però anche qui, nel pomeriggio che finisce, c'è la pace anche se è una pace elettrica che sa di attese.
E siamo a casa, e naturalmente c'è un grandissimo casino in atto, e tu sei quella geneticamente modificata  per risolverli, i casini, solo che non hai voglia, perchè sai che quella cosa che stavi aspettando sta per accadere...
E ti chiudi in camera, ignorando gli sguardi da canile di periferia, e finalmente accade.
Lo squillo del telefono e la cosa che doveva accadere semplicemente accade.
E c'è un tempo per il sorriso e c'è un tempo per le lacrime, e stavolta quei due tempi vanno insieme e neanche ti senti poi male, in questo lago di tenerezza che assolve e perdona.
Perchè di là dal telefono, è la voce del tuo cuore che ti parla, e ride e ti stringe.
Ed assolve.
E perdona.


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 20:52 commenti (4)
giovedì, 25 ottobre 2007

Ok, ora mi si potrebbe dire che io sono una Stronza, e mi vanto e millanto.
Mi si potrebbe dire che non è possibile che capitino tutte a me.
Invece è possibile.
IO CONOSCO SOLO PERSONE ECCEZIONALI.
E tra le tante, una delle più eccezionali è sicuramente QUESTO QUI il quale, mentre noi stiam qui a guardarci l'ombelico ed a sentirci superfighi, domani pomeriggio è stato invitato  a Radio3 a parlare di libri in un programmino che si chiama Fahrenheit.
E scusate se è poco!


Ps: che poi, quando io penso che LUI parla con me di libri, e delle sue idee, e dei suoi valori (anche bollati)...
Beh, mi sento un po' eccezionale anche io!


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 20:06 commenti (18)
giovedì, 25 ottobre 2007

Ore 8:56, il cellulare di Madame segnala un mms in arrivo.


Da: 3333333333333333333333333
Oggetto: Buongiorno...

Clockwork Orange

Ammora, questa ti va bene come arancia meccanica?


Ora, io non so che idea abbiate voi di un soddisfacente rapporto di coppia, ma una cristiana che si è alzata alle cinque di mattina, si è sbattuta in giro, e poi vede una cosa come questa e si ricorda di un tuo post, e ti manda questo mms...
Beh, per me questa cristiana è una donna da sposare.


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 12:55 commenti (7)
mercoledì, 24 ottobre 2007

PowerLover : "Eh, ma non è che adesso, per la tenerezza, mi diventi buona?"
Madame Revanche :"Eh. Tu prova ad essere soltanto meno che ossequioso e ti ritrovi a cercare i denti sul pavimento...".

Che poi le giornate van così, tra l'amore che vira ed un padre che predica...
E ti senti addosso una stanchezza che la metà basta a stroncare un camallo, e però non riesci a resistere all'emozione, all'aspettativa, al desiderio.
E finisce che te ne vai a fare due passi, tu, l'IPod e la tua felicità chiusa nei pugni e ficcata dentro le tasche del giubbottino smilzo, l'orologio interiore puntato su mezzogiorno, l'ora in cui il sole è altissimo e le difficoltà si azzerano.
E skippi senza pietà le canzoni romantiche e ti sintonizzi stabilmente sul tuo adorato punk, che ti fa camminare più veloce, così che il calore che ti senti dentro si trasferisce all'esterno, e ti inonda il giubbotto e le guance...
E fissi gli occhi sul cielo plumbeo, e la gente proprio non capisce come tu possa sorridere con tanto abbandono ad una giornata fredda e grigia.
La gente proprio non capirà mai che gli Scorpioni, tra ottobre e novembre, risorgono e si dispiegano...
La gente proprio non capirà mai come, a volte, le cose semplicemente vadano a posto con un click secco.
E quando vanno a posto, gli Eroi si siedono ed aspettano.
Sorridendo ironici ad una giornata plumbea.
Mentre l'IPod è in loop su questa canzone.


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 15:52 commenti (5)
lunedì, 22 ottobre 2007

Credo che morirò entro poche ore.
Volevo solo dire al mondo che no, non l'ho fatto apposta.
E' stato uno di quegli atti d'impulso da manuale di criminologia.
Ho tirato fuori gli anfibi e m'è scappato.
Faccio la foto, invia come mms, aggiungi testo.
"Stasera metto questi, PowerLover. Andiamo a dare una lezione a chi sai tu...".
PowerLover è il nuovo della Crew, l'unico che condivida con me la passione per i pestaggi e le arance (meccaniche).
Invia.
Messaggio inviato.
Risposta.
"Mi sa che hai sbagliato invio. non sono PowerLover".
Così.
Senza punti e senza maiuscole.
Ora, io morirò entro poche ore.
Però sappiatelo.
Non l'ho fatto apposta.

Ps: Questo post avrebbe un casino di titoli alternativi:
1) Uti latrone (che poi è come mi vergogno);
2) Genio del crimine de sti cazzi:
3) Mi sono fottuta la vita;
4) Non fate l'onda (che poi è la preghiera di chi ha la merda sino al collo).

Addio


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 16:37 commenti (12)
Category:
domenica, 21 ottobre 2007

Perchè la Silvia è la Silvia!!!!

Piddiccì
21:27
sul blog della splinder fest c'è una cretina che dice che il venerdì non va bene

Madame
21:27
e perchè?

Piddiccì
21:27
e un altro che chiede se si può spostare la data

Madame
21:27
ahahahahahahaha

Piddiccì
21:27
e come mai e perchè roma
ma minchia
ma prendi ferie
svegliati fai qualcosa
altrimenti nn spaccare le palle a noi
che abbiam tutto prenotato, ecco.

Madame
21:28
ahahahahahahahahahahahaha
ma minchia...l'è piemunteis????

Piddiccì
21:28
eh si
ormai si

Madame
21:28
hahauhauamuahuaha

Piddiccì
21:28
da ste bande piemontesi proprio ce ne rimangon pochi
siculi,
e calabresi

Madame
21:29
ed io che mi pensavo che era per ammore del trinacrio...
ma manco per il cazzo, eh

Piddiccì
21:29
beh per il cazzo
una ci può anche pensare

Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 20:35 commenti (9)