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Meet Madame Revanche
Utente: MadameRevanche
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domenica, 31 agosto 2008


Amico al telefono: "Che poi, Bà... Tu sei sempre stata fidanzata, io manco mi ricordo un periodo di Barbara sfidanzata....E pure fidanzamenti lunghi, eh!"


Madame: "Già..."


Amico: "Ebbè, e mai ti sei sposata??? Ma perchè??? Io me li ricordo i fidanzati tuoi, stravedevano... Ti ricordi O????? Quello faceva cose pazze, per te. E mai ti sei sposata????"


Madame: "Me lo son chiesto pure io, infatti...Poi la risposta l'ho trovata in un libro di Stephen King..."


Amico: "E che c'entra???"


Madame: "Qualsiasi uomo può afferrare una tigre per le palle. Ma ci vuole un eroe per continuare a stringere."


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 13:59 commenti (11)
giovedì, 28 agosto 2008

Mi sto meravigliando di me stessa, questo è.
Io, così granitica nelle mie certezze e così inflessibile nelle mie condotte, mi rendo conto improvvisamente di costituire la mia regola, e per ciò stesso la mia eccezione.
Tra le cose di me che parevano inamovibili ed eterne come la porta dell'Inferno, quella forse più degna di esser incorniciata dalla frase "Ed io etterna duro" è sempre stata la puntualità.
Una puntualità maniacale, che mi fa sempre essere nel luogo dell'incontro con dieci minuti d'anticipo (venti se l'incontro è di lavoro).
Perchè io devo studiare il luogo, prenderne possesso visivamente, ragionare su quella che sarà la mia condotta, la mia tenuta di campo, ed eventualmente la via di fuga.
Io, agli incontri, mi preparo come un pugile, prima dell'incontro esigo silenzio e concentrazione...
Io mi devo riscaldare con calma, ho bisogno di progressioni aritmetiche.
Oggi ho fatto tardi.
Ad un appuntamento di lavoro.
Non posso proprio prendermela con nessuno.
Non ho scuse.
Non ho alibi.
Ho fatto tardi.
Perchè volevo fare tardi.
Perchè, per una volta nella mia inflessibile, curiosa, variopinta esistenza, avevo qualcosa di meglio da fare.
Ed anche perchè quando poi finalmente ho messo piede fuori di casa, son quasi stata investita da Mac a bordo della sua Corsa Sport.
Ha inchiodato e si è sporto fuori dal finestrino stile "La Polizia ringrazia".
"Barbarèèèèèèèèè!!!!"
"Maaaaaaacccccccccccccccc!!!"
Ci siamo sbaciucchiati con me ad angolo retto e lui che armeggiava con la cintura di sicurezza.
"Dov'è che te ne vai??? madonna, stai proprio benissimo!!! Dove vai, tutta bella e profumata???" ha chiesto annusando voluttuosamente il mio Cavalli Serpentine.
"Ho una riunione di lavoro..." gli ho risposto mentre continuavo a fargli le carezzine sul braccio.
E' così da sempre, ci vogliamo un bene folle che solo un matrimonio (il suo) ed un'etica (la mia nei confronti della moglie) non fanno travalicare in amore.
Così, scodinzoliamo beati e ci annusiamo.
"Eh, ma tu lavori in tribunale...Là mica ci vieni così ..."
"Così come..."
"Così. Non cominciare a fare la stronza. Ti voglio bene, vieni a trovarmi. Ciao."
E risgomma via.
Sono arrivata al Salotto con tredici minuti di ritardo.
Chi mi aspettava, mi è venuto incontro, mi ha abbracciata e baciata sulle guance.
Ho mormorato - contrita per l'ipocrisia - uno "Scusa".
Non mi ha neanche risposto.
Perchè ad una come me, che arriva sempre in anticipo, il ritardo non si contesta.
Se una come me fa tardi, ha NECESSARIAMENTE un OTTIMO MOTIVO.
Che non richiede indagini.
Nè scuse.
La contropartita di una vita retta è paradossalmente l'assoluta impunità.
A questo punto, molti di voi, miei adorati quattro lettori e mezzo, staran raccattando il coraggio di dire a Madame Revanche che è impazzita senza farsi pubblicamente scuoiare sul blog.
"Tutto 'sto panegirico per tredici minuti di ritardo????", vi domanderete stupefatti.
Fatti vostri.
Io l'avevo detto in tempi non sospetti che questo era l'anno dello sciollero no limits.
A me, il post di Bop - che Dio ce lo conservi in punta di penna insanguinata e basetta beatlesiana - m'ha spalancato un mondo.
Così, finalmente ci sediamo, e lui, che mi venera e mi teme e mi adora, si lascia andare ad un ardito e fino ad oggi impensabile: "Bà! E che hai fatto??? Sei fichissima!".
Io penso che sono solo in ritardo, ma tant'è.
Che sono fichissima, nel corso della serata, me lo dicono in molti.
Io penso solo che ero in ritardo.
E che ho parlato di lavoro, di strategie, di alleanze e di cose altissime.
Mentre mi guardavo intorno.
Mezza strafiga, mezza vedetta lombarda.
Proprio da libro Cuore, non c'è che dire...


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 23:57 commenti (3)
mercoledì, 27 agosto 2008

Di questi tempi, il massimo del fitness che mi riesco a concedere sono quindici minuti stesa sul letto a farmi assorbire, in lenti movimenti circolari, l'Olio Johnson's dopo una estenuante doccia.
Ne convengo, non è proprio una pagina epica del Manuale della Salutista, ma avrò tutto l'anno lavorativo per sbattermi di qua e di là a cercare di cogliere le occasioni che questo incantevole mondo mi riserverà.
Nel frattempo, gli sgoccioli agostani li trascorro senza alcuna altra volontà che quella di fare il cavolo che mi pare.
Le mie capacità di umana sopportazione e la mia notoria tolleranza sono a zero. E' quello che il prode Bop definisce lo SCIOLLERO NO LIMITS: chi non è con me è contro di me.
Accade, tuttavia, che nella mia perfect isolation here behind my wall io decida, inopinatamente, di inserire qualche diversivo umano, col quale scambiare, a distanza di sicurezza dalla mia oasi, qualche opinione dal peso specifico mutevole in ragione della capacità di assorbimento dell'interlocutore.
Alcune volte va di lusso, ci son notti memorabili nelle quali uno che si definisce Bastardo Dentro ti parla di cose altissime, inserendoci qualche quiz a sorpresa, mp3 autoprodotti e varie ed eventuali.
Altre volte, invece, in attesa che esca L'Era Glaciale 3, ti imbatti nella versione silana dei Flintstones e devi reprimere con un brivido ardente la voglia di tracciare l'IP di questo stronzo ed andare sotto casa sua per una seratina di abbacinante ultraviolenza.
Perchè dinanzi a queste persone, persino l'omicidio risulta inadeguato per difetto.
Gli devi proprio fare male.




A: Troglodita@tiscali.it
Ora inizio: 23:02:44; Ora fine: 23:11:15

Troglodita@tiscali.it  dice: (23:02:50)buona sera
ah però ci presntiamo bene

Madame Revanche dice: (23:03:07)meglio la verità

Troglodita@tiscali.it  dice: (23:03:16)dici di essere una vera stronza
mica male come presentazione
anche la foto fa capire che sei innamorata
hai un anello o sbaglio
scsami ma  non sono qui per perdere tempo
mi dispiace
ciao

Madame Revanche dice: (23:04:51)tu sei veramente pazzo
a parte che le persone PRIMA si conoscono.....

Troglodita@tiscali.it  dice: (23:05:12)non sonon pazzo
sono moto diretto

Madame Revanche dice: (23:05:16)ma poi, il mio anello so io cosa rappresenta

Troglodita@tiscali.it dice: (23:05:19)forse molto piu di te

Madame Revanche dice: (23:05:33)non sei diretto, sei pieno di idee tue che non vuoi verificare

Troglodita@tiscali.it dice: (23:05:33)spiegamelo allora, a me povero ignorante

Madame Revanche dice: (23:05:59)è un mio ricordo di una cosa a cui resterò legata per la vita

Troglodita@tiscali.it  dice: (23:06:35)capito
hai alte foto?

Madame Revanche dice: (23:07:16)senti, ragazzo
la buona educazione serve, nella vita
ti spiace iniziare dai fondamentali?
tipo, ciao, mi chiamo x..
credi di essere al supermercato???

Troglodita@tiscali.it dice: (23:08:01)ok
ok
mi chiamo giovanni
ho 36 anni
faccio l'informatore scientifico del farmaco
dopo avere conseguito prima la laurea in ctf
e poi il dottorato di ricerca in scienze farmaceutiche
giusto per chiarire che non ti trovi davanti ne uno scostumato, cone hai insinuato
ne tanto meno unostupido
adesso tocca a te presentarti
se ne hai ancora voglia

Madame Revanche dice: (23:09:15)non l'ho insinuato
te l'ho detto proprio
allora
mi chiamo Barbara, ho 34 anni, sono avvocato e detesto i tamarri, anche se hanno titoli universitari. Rtengo che sei un vero cafone, quindi ti saluto e ciao

Troglodita@tiscali.it  dice: (23:10:36)azz
addio avvocato
prova a divertirti con qualcun'altro

Madame Revanche dice: (23:11:12)e tu impara le regole del galateo

Troglodita@tiscali.it dice: (23:11:25)e tu quelle della buona educazione
sei proprio una scostumata

Madame Revanche dice: (23:11:34)ahahahahahah


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 13:21 commenti (6)
domenica, 10 agosto 2008

Diario postumo di una vacanza freak

31 luglio 2008

Arriviamo all'aereoporto di Schiphol che son quasi le dieci di sera, con un ritardo di cinque ore sulla tabella di marcia ed un concreto senso di appesantimento agli zebedei.
Schiphol si distende per chilometri sotto i nostri piedi, sembra una città a tempo: è ora di chiusura, e ragazzoni alti e biondi tiran giù le saracinesche dei negozi e dei bar mentre nei nostri volti si scava, inquietante, la Sindrome di Remì.
Sarà ancora lì, l'Hotel Americaine, o saremo costrette a cercare rifugio in qualche dormitorio, dove verremo depredate, stuprate e smembrate?
Fuori, nella sera che ancora non vuole essere considerata notte, prendiamo al volo un taxi, ed è a bordo di una Mercedes S che inizia la nostra vacanza in terra di tulipani.
Mentre il cambio automatico singhiozza leggermente, come insofferente dei limiti di velocità davvero spartani, Amsterdam inizia lentamente a mostrarsi ai nostri occhi di viaggiatrici stanche, e ci sembra bellissima già per il solo fatto di essere tanto lontana da ciò che ci siamo lasciate dietro.
Ma nulla ci ha preparate alla vista del nostro hotel...
Quando il tassista dice compassato:" Here you are..." ci manca poco che non ci mettiamo a fare capriole di gioia sui sedili di pelle nera.
Siamo a non più di venti metri da Leidesplein, che è come dire di essere a venti metri dal centro del centro della città più viva d'Europa...
Venti metri, la distanza giusta per osservare in tutto il suo splendore questo capolavoro dell'Art Nouveau, che ha ospitato il banchetto nuziale di Mata Hari e, in tempi più recenti, le considerevoli terga di Barry White.
Alla reception, un trentacinquenne che non sfigurerebbe su un manifesto di Giorgio Armani ci interroga sorridendo sul nostro soggiorno e sulle nostre preferenze in tema di sistemazione.
La stanza, alla fine, è una piazza d'armi con salottino e finestra a bovindo sul Canale, e quasi ci dispiace dover uscire per cena...
Superiamo il teatro ed il Leidesplein si apre dinanzi a noi, brulicante di gente di ogni razza e lingua, punteggiato da mille insegne luminose.
Nell'aria,  l'odore dolce e stantio della cannabis e migliaia di bicchieri di birra sui tavoli.

Benvenuti ad Amsterdam.
E che il Signoruzzo ci assista....


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 14:01 commenti (5)
Category: amsterdam