E dunque, io c'ho un fidanzato.
Quarantenne, aitante, 188 cm in piena forma fisica, capello brizzolato e istruttore di volo.
E mi ama, pure!
Certo, non bisogna essere pignoli, occorre avere fiducia.
Per esempio, se riemergi dal tuo budoir bella e letale come una regina del burlesque, calze di microrete sotto la minigonna e scarpe fetish a righe bianche e nere, rossetto perfetto e guance rosate e lui ti guarda dall'alto dei suoi scarsi due metri e ti dice, pieno di avida ammirazione: "Ma come sei bella, Gnoma!"....
Beh, là ci vuole fiducia.
Soprattutto se non hai sottomano una 7.65 parabellum.
Ma vabbè, qui, chez Madame, si investe nel potere dell'ammore.
Il problema, casomai, è un altro.
E' che dentro di lui si agita un naif.
Non un quadro.
Lo stile, proprio.
Che poi, è parte del suo fascino, la naiverie...
Perchè la vedi sogghignare dietro i suoi modi normalmente impeccabili, lungo le gambe lunghissime accavallate con una naturalezza da modello.
Però c'è.
E salta fuori nei momenti meno adatti.
Cioè quando i miei freni inibitori sono in vacanza e così finisce che mi scompongo in un ululato di sguaiato divertimento.
Come stamattina.
Andiamo a prendere il caffè in tenuta glam da domenica del villaggio globale.
Lui col cappottino trequarti grigio che mi fece innamorare - oh, yeah, noi desperate housewives della Calabronia ci s'innamora anche di un cappottino avvitato - io in giacchino nero da motociclista trendy che però mi va alquanto largo, ma tant'è, la borsa Ferrè a bandoliera lo schiaccia sulla schiena e per questa stagione va bene così.
Beviamo il nostro Illy d'ordinanza e compriamo un vassoio di dolci.
Usciamo sorridenti, come incuranti del cielo coperto, e nonostante l'inizio della giornata per lui non sia stato dei migliori ed io sinceramente neanche non lo ricordo più, un buon inizio di giornata, mi tiene stretta per mano e si china leggermente a sorridermi.
Poi parla.
"Oh, certo che col vassoio delle paste sembriamo proprio Checco Zalone e la fidanzata barese!!!".
E scoppia a ridere come un pazzo proprio nel momento in cui il suo passo incrocia tre notori pregiudicati fermi a confabulare sul marciappiede.
Uno dei tre lo guarda anche male, ma anni di vita barese - la cosa più vicina al survival horror che io riesca a concepire senza fare uso di una playstation - mi hanno insegnato le tre regole auree per sfangarla nella jungla urbana:
1) passo svelto
2) muso duro
3) occhi anche sul culo.
Ed è proprio in virtù della regola nàmber frììì che IO mi avvedo dei tre guitti da confino e LUI, il pilota, no.
Così, allungando leggermente il passo - una falcata alla Pippo Baudo mentre me lo trascino dietro come un alano che punta i piedi - sfioro il più cattivo dei cattivoni e con un tono ridanciano alla Lino Banfi flauto: "Mòòòò.... E che ci posso fare se io sono barese???".
Al Capocchione mi ridà un'occhiata, poi, avvedutosi che no, non sono Cassano, liquida me ed il mio allampanato accompagnatore con uno sguardo neutro.
Ci sono momenti, nella vita, in cui una risata innocente può farti fare la bua.
La "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto, ad esempio.
O sparare una risata in faccia a tre gringos in fase di litigiosità pre-prandiale.
Per Achille non ho potuto fare niente. Sono andata alla Festa di Cuore, mi son messa la maglietta inneggiante ad "Achille e gli allegri funzionari" e le elezioni le abbiamo perse lo stesso.
Ma stamattina ho salvato il fondoschiena del pilota.
Che neanche se n'è accorto.
E quindi, vorrei lanciare il mio messaggio alla pletora di donnini come me, gnocche alte 167 cm che si legano per la vita a figoni giraffeschi che le guardano letteralmente dall'alto in basso e le apostrofano con parole d'ammore come "Gnometta" facendo irriverenti domande circa il luogo ove è stata piantata la "casa dei Puffi" ed interrogandosi su "che tempo fa, là sotto???"....
Voi, piacenti femmine che, per baciare il vostro baobab, dovete spiccare salti che nemmeno Sara Simeoni....
....Quantomeno ad evitare che una normale passeggiata domenicale si tramuti in uno scorrere dai Soprano a Six Feet Under solo perchè il vostro ammore, oltre che alto, è pure un po' simpatico.
Quarantenne, aitante, 188 cm in piena forma fisica, capello brizzolato e istruttore di volo.
E mi ama, pure!
Certo, non bisogna essere pignoli, occorre avere fiducia.
Per esempio, se riemergi dal tuo budoir bella e letale come una regina del burlesque, calze di microrete sotto la minigonna e scarpe fetish a righe bianche e nere, rossetto perfetto e guance rosate e lui ti guarda dall'alto dei suoi scarsi due metri e ti dice, pieno di avida ammirazione: "Ma come sei bella, Gnoma!"....
Beh, là ci vuole fiducia.
Soprattutto se non hai sottomano una 7.65 parabellum.
Ma vabbè, qui, chez Madame, si investe nel potere dell'ammore.
Il problema, casomai, è un altro.
E' che dentro di lui si agita un naif.
Non un quadro.
Lo stile, proprio.
Che poi, è parte del suo fascino, la naiverie...
Perchè la vedi sogghignare dietro i suoi modi normalmente impeccabili, lungo le gambe lunghissime accavallate con una naturalezza da modello.
Però c'è.
E salta fuori nei momenti meno adatti.
Cioè quando i miei freni inibitori sono in vacanza e così finisce che mi scompongo in un ululato di sguaiato divertimento.
Come stamattina.
Andiamo a prendere il caffè in tenuta glam da domenica del villaggio globale.
Lui col cappottino trequarti grigio che mi fece innamorare - oh, yeah, noi desperate housewives della Calabronia ci s'innamora anche di un cappottino avvitato - io in giacchino nero da motociclista trendy che però mi va alquanto largo, ma tant'è, la borsa Ferrè a bandoliera lo schiaccia sulla schiena e per questa stagione va bene così.
Beviamo il nostro Illy d'ordinanza e compriamo un vassoio di dolci.
Usciamo sorridenti, come incuranti del cielo coperto, e nonostante l'inizio della giornata per lui non sia stato dei migliori ed io sinceramente neanche non lo ricordo più, un buon inizio di giornata, mi tiene stretta per mano e si china leggermente a sorridermi.
Poi parla.
"Oh, certo che col vassoio delle paste sembriamo proprio Checco Zalone e la fidanzata barese!!!".
E scoppia a ridere come un pazzo proprio nel momento in cui il suo passo incrocia tre notori pregiudicati fermi a confabulare sul marciappiede.
Uno dei tre lo guarda anche male, ma anni di vita barese - la cosa più vicina al survival horror che io riesca a concepire senza fare uso di una playstation - mi hanno insegnato le tre regole auree per sfangarla nella jungla urbana:
1) passo svelto
2) muso duro
3) occhi anche sul culo.
Ed è proprio in virtù della regola nàmber frììì che IO mi avvedo dei tre guitti da confino e LUI, il pilota, no.
Così, allungando leggermente il passo - una falcata alla Pippo Baudo mentre me lo trascino dietro come un alano che punta i piedi - sfioro il più cattivo dei cattivoni e con un tono ridanciano alla Lino Banfi flauto: "Mòòòò.... E che ci posso fare se io sono barese???".
Al Capocchione mi ridà un'occhiata, poi, avvedutosi che no, non sono Cassano, liquida me ed il mio allampanato accompagnatore con uno sguardo neutro.
Ci sono momenti, nella vita, in cui una risata innocente può farti fare la bua.
La "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto, ad esempio.
O sparare una risata in faccia a tre gringos in fase di litigiosità pre-prandiale.
Per Achille non ho potuto fare niente. Sono andata alla Festa di Cuore, mi son messa la maglietta inneggiante ad "Achille e gli allegri funzionari" e le elezioni le abbiamo perse lo stesso.
Ma stamattina ho salvato il fondoschiena del pilota.
Che neanche se n'è accorto.
E quindi, vorrei lanciare il mio messaggio alla pletora di donnini come me, gnocche alte 167 cm che si legano per la vita a figoni giraffeschi che le guardano letteralmente dall'alto in basso e le apostrofano con parole d'ammore come "Gnometta" facendo irriverenti domande circa il luogo ove è stata piantata la "casa dei Puffi" ed interrogandosi su "che tempo fa, là sotto???"....
Voi, piacenti femmine che, per baciare il vostro baobab, dovete spiccare salti che nemmeno Sara Simeoni....
SE CE L'HO FATTA IO, CE LA PUOI FARCELA ANCHE TU!
....Quantomeno ad evitare che una normale passeggiata domenicale si tramuti in uno scorrere dai Soprano a Six Feet Under solo perchè il vostro ammore, oltre che alto, è pure un po' simpatico.
Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 14:47 commenti (10)

