Ti senti depresso? Vota e fai votare l'inossidabile
Meet Madame Revanche
Utente: MadameRevanche
Il Medioevo Punk così come lo vive una creatura straordinaria. Se pensi che qua dentro facciamo letteratura, clicca "Chiudi" e vai con Dio.


Onore, Lealtà, Rispetto.
Commenti
Gli Eletti
Memoires
Categorie
Volete ascoltare un po' di musica?
Compratevi l'IPod!!!
Footprints in the sand
Abbiamo rieducato *loading* sociopatici...
Foto
www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche e/o i video di madame_revanche. Crea il tuo badge qui.
Feeds
Yes, we're punk...

giovedì, 30 luglio 2009

"Jihi viene tradotto genericamente con “compassione”. Ma questa parola, nelle lingue occidentali, viene di solito usata per indicare sentimenti come la compartecipazione alle sofferenze altrui, la pietà o la commiserazione. La compassione buddista invece ha un significato più ampio.
Nel Buddismo jihi può essere dunque tradotto più fedelmente come “togliere sofferenza e dare felicità”. Il concetto di ji – dare pace e sicurezza a tutti gli esseri viventi al mondo – assume il significato di “dare felicità” e hi
quello di “togliere sofferenza a tutti gli esseri viventi”.

La mattinata non inizia esattamente col piede giusto, visto che ho passato gran parte della notte a cercare di cancellare dalla mia terrificante memoria l'immagine triste di un post 40enne imbucato ad una festa di ragazzini, che tentava di sorridere perfetto ed a suo agio come un uomo in smoking ad una manifestazione di Autonomia Operaia.
Non riuscendo evidentemente a portare Ji a questa persona, mi determino al sorgere dell'alba a portargli quantomeno Hi: via la sofferenza, e vai col liscio. Uno, cento, mille party di sfigati mentre la tua vita, quella vera, è altrove e ti contempla col sorriso del budda.
"Non puoi ottenere sempre ciò che desideri..." cantavano i Rolling Stones, ma se sei davvero sfigato sì, così ecco qui quello che vuoi, esattamente come lo vuoi. Palla lunga, dunque, e pedalare, chè qui le bambole non si pettinano all'incirca dal 1979 e quindi mambo.

Riemergo dalla nottata con un vago malcontento, quella sensazione come di "assorbimento" che non ti fa venire voglia di una Fiesta quanto piuttosto di un massacro, quel bagno rigeneratore di sangue che unico riesce a portar lontano l'idea dello sporco e dello spreco.
Non mi aiuta di certo, nel porre freno ai miei sanguinosi propositi, l'ennesimo round con Fulvietto, ora tutto preso e compreso nel ruolo agghiacciante del migliore amico, quello, naturalmente, che simula di esser moribondo per fotterti la moglie.
E c'è un momento, durante quel caffè avvelenato, nel quale quasi sta per pronunciare il fatidico "Ma tu...Tu me vuò bbene ammè???" ed io, tremante, "Nun tanto!".
Voglio invece bene, e molto, al mio parrucchiere, che mi abbraccia entusiasta e mi lascia uscire un'ora dopo con un taglio di capelli talmente bello che i settecento metri a piedi fino a casa sono costellati di clacson che suonano ed occhiolini e sorrisi, ma io, pallida e fiera nella mini rosa, non colgo e non raccolgo.

E c'è una cosa che desidero, sopra ogni altra, ed è una felicità che profumi di vendetta, e porti in sè il colore delle rose quando il rosso diventa bruno.
Chè sì, anche io sono buona, ma di quel buono sovrumano che viene dall'astensione dal male, di cui pure sono capace.
E vado da Sephora ad abbracciare un'amica, ed a cospargermi di Eau de Sisley n. 2, 110 euro di puro piacere che si fonde sulla mia pelle e mi riempie il naso, e gli occhi e la vita e mi fa pensare che sì, la buddità è anche questa, la felicità sfrenata di vedersi riflesse in uno specchio e pensare che sì, sei figa.

E così siamo lì, io col naso pieno di Eau e lei che sorride e strepita.
"Ma quanto sei bella!!! E guardati!!! Sei tutta tosta!" si compiace pizzicandomi forte l'interno coscia senza lasciare tracce, o buchi o cazzi e mazzi che denuncino perentori la vittoria della cellulite.
"Guarda, credo sia merito anche del gel effetto freddo della Collistar...." mi schermisco.
"Ma non dire fesserie, stai facendo un sacrificio enorme!!!"
Assiste, curioso, a questo scambio un signore molto distinto sulla sessantina, al quale mi sembra interesserebbe alquanto pizzicarmi l'interno coscia, ma io non colgo e non raccolgo, e continuo a ridere con Anna delle stupidaggini delle medie.
Sembra tutto così semplice, e piano, e pulito, qui nel corridoio di Sephora, come se davvero io per quest'istante sia divenuta un fiore di loto che profua di Eau n.2 e si scrolla di dosso lo sporco del mondo.
Qui regnano sovrane le cosce di Madame, quelle "così lisce e setose che sembra che hai le calze", sentenziò iersera la Dani alla cena delle beffe.

"Papà, sei qui?"
Ci giriamo tutti, per primo il distinto pizzicatore, verso la voce di donna.
Lei mi guarda e ci riconosciamo.
Passano gli anni, le guerre finiscono ma l'odio, l'odio dura per sempre, direbbe Faletti.
Ha ragione di odiarmi, a dire il vero. Aveva vent'anni e si prese qualcosa che apparteneva a me, e la mia Vendetta calò su di lei in pieno stile Ezechiele 25:17, e non le lasciai molto altro che qualche maceria della sua vita da ladra.
Rubare, mentire...
Togliere sofferenza e dare la felicità.
Jihi.
E guardo la ladruncola con la sua lettera scarlatta che avvampa nuovamente a distanza di 15 anni, e la vedo per come è diventata, un bilioso boiler con gli occhiali, ed una gonna troppo lunga ed una maglia troppo larga, ora come allora tali da necessitare il furto con scasso per prendersi qualcosa che era mio.
Togliere sofferenza e dare la felicità.
Al mondo certo.
Ma prima di tutto, almeno ogni ogni tanto, a se stessi.
La guardo sorridente mentre sprizza odio vecchio di 15 anni.
"Coraggio, babe. Se ce l'ho fatta io, CE LA PUOI FARCELA ANCHE TU!".
E la Jihi diventa Jihad.


Decretato ed emanato da MadameRevanche Ora: 16:34 commenti (6)